giovedì, 28 ottobre 2021

W la Privacy

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Pasquale Stanzione: "la protezione dei dati è garanzia di libertà”

24/11/2020

MILANO - Nel corso di Security Summit Streaming Edition si è tenuta la tavola rotonda dal titolo: "La sovranità tecnologica e digitale dell'Unione Europea: il difficile ruolo di mediazione con gli over the top e i rapporti con gli USA”. Erano presenti in veste di relatori Wojciech WiewiórowskiGarante europeo della protezione dei dati (GEPD) e Pasquale Stanzione, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Per il mantenimento dei rapporti geo-politici tra le nazioni è sempre più importante il tema della “data economy” e dell’equilibrio tra etica e valorizzazione dei dati, con le relative ripercussioni economiche: dagli interventi delle due autorità Garanti è emersa la necessità di presidiare i settori chiave della “rivoluzione digitale” che l’Europa sta vivendo, salvaguardando la sua sovranità tecnologica e digitale, quali prerequisiti imprescindibili per assicurare democrazia e la tenuta economica e sociale dei singoli Stati e dell’intera Europa.

L'anima della democrazia

Il sistema etico-giuridico messo a punto negli ultimi anni dalle autorità nazionali per la protezione dei dati, coordinate dal Garante europeo, costituisce l’anima della nostra società democratica”, ha affermato Gabriele Faggioli, presidente di Clusit, introducendo gli interventi di Wiewiórowski e Stanzione.

Pasquale Stanzione ha proseguito soffermandosi nel suo intervento su alcuni concetti molto importanti:“Nel raffronto con gli Usa sul terreno della disciplina privacy è emersa con chiarezza  un’accezione identitaria della sovranità digitale: la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha contributo, in particolare con le due sentenze Schrems, a delineare l’Ue come “comunità di diritto” caratterizzata da un sistema di tutela della persona (anche e soprattutto rispetto alle insidie poste dalle nuove tecnologie) non derogabile, nel suo nucleo essenziale, neppure per quelle superiori esigenze di sicurezza nazionale che negli Usa legittimano così significative limitazioni delle libertà individuali”.

“Interrogarsi sull’idea di sovranità digitale in un’epoca, quale quella attuale, di ripensamento radicale del senso e degli attributi della sovranità - insidiata da sempre più pervasivi poteri privati - vuol dire analizzare i nervi scoperti della nostra società e coglierne fino in fondo l’evoluzione. Nessuna “microfisica” del potere, per riprendere Foucault, potrebbe oggi prescindere dall’analisi dell’impatto dirompente del digitale sul nostro vivere, in privato e in pubblico e sulla stessa dinamica democratica". 

Rafforzare la filiera della sicurezza cyber

Nel corso dell'evento Faggioli ha rimarcato l'importanza della componente di cyber security nell'ambito della rivoluzione digitale che stiamo vivendo in questi mesi, a partire dall’inizio della pandemia per la sopravvivenza dell’intero ecosistema socioeconomico nazionale: “Clusit ritiene fondamentale rafforzare la filiera della sicurezza cyber, anche con progetti di partenariato tra Pubblico e Privato, che possano supportare l’innovazione delle imprese, con particolare attenzione alle PMI. Un punto chiave sarà favorire la transizione al cloud, con le opportune certificazioni di sicurezza e, più in generale, accelerare il processo di adozione di prodotti e tecnologie che soddisfino requisiti minimi di sicurezza, come per altro previsto dal Cybersecurity Act europeo”.

 


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www.clusit.it



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