giovedì, 26 novembre 2020

W la Privacy

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In uscita il Libro bianco sull’Intelligenza Artificiale

17/02/2020

MILANO - La Commissione europea ha annunciato che il prossimo 19 febbraio verrà pubblicato il Libro bianco sull'Intelligenza artificiale, di cui una parte, quella riguardante la moratoria sul riconoscimento facciale, ha avuto ampia eco. Sono principalmente le questioni etiche dell'IA e quelle inerenti la protezione dei dati personali ad essere però al centro dell'attenzione.

Il testo è il risultato della discussione pubblica su come affrontare le sfide poste da questa tecnologia nel suo insieme.

In particolare nel Libro Bianco potrebbe essere, infatti, proposto un blocco temporaneo delle pertinenti applicazioni tecnologiche per un periodo che va dai 3 ai 5 anni, volto a favorire lo sviluppo di nuove regole e nuove metodologie in grado di sviluppare e valutare l’impatto etico delle conseguenti attuazioni in ottica di valutazione del rischio e sicurezza per i diritti e le libertà degli individui. “Le regole future devono andare oltre quelle attuali e includere un bando limitato nel tempo per il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici”.

Secondo quanto afferma Euractiv, che ha potuto visionare il documento, eccezioni al divieto potrebbero essere fatte per i progetti di sicurezza, per la ricerca e lo sviluppo. Nel medesimo documento sarebbero contenute indicazioni circa gli obblighi da imporre sia agli sviluppatori sia agli utilizzatori dell’intelligenza artificiale e i paesi dell’Ue dovrebbero nominare autorità ad hoc per monitorare le nuove norme.

Si ricorda che le applicazioni di intelligenza artificiale sono state oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore comunitario anche nel regolamento europeo n. 2016/679 (GDPR) che all’art. 22 ribadisce come principio generale che l'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida allo stesso modo significativamente sulla sua persona.

Tale disposizione non sia applica quando la decisione:

a) sia necessaria per la conclusione o l'esecuzione di un contratto tra l'interessato e un titolare del trattamento, oppure

b) sia autorizzata dal diritto dell'Unione o degli Stati membri cui è soggetto il titolare del trattamento, che precisa altresì misure adeguate a tutela dei diritti, delle libertà e dei legittimi interessi dell'interessato, oppure
c) si basi sul consenso esplicito dell'interessato.

La tecnologia è neutrale

Non si deve dimenticare che le nuove tecnologie hanno spesso effetti dirompenti, imponendo cambiamenti radicali nello stile di vita, nell’economia e nel comportamento sociale delle persone, per cui la discussione sui benefici e sui pericoli delle nuove tecnologie è sempre molto accesa. La tecnologia solitamente viene definita neutrale, ma è l’uomo che decide se usarla per scopi buoni o cattivi.

Esiste, quindi, un problema di educazione sociale e consapevolezza sociale, che non serve solo ad indirizzare il comportamento umano nella direzione corretta, ma anche a mantenere alta l’attenzione sui pericoli che non sono intrinseci ad una tecnologia in sé ma che possono derivare dai suoi utilizzi impropri o effetti inattesi.

Ci sono alcuni temi ricorrenti sui quali vale la pena soffermarsi.

Il primo è senz’altro quello legato a future tecnologie intelligenti che potrebbero un giorno rimpiazzare l’umanità: il robot intelligente, dotato di un’intelligenza artificiale così sviluppata da entrare in conflitto con gli umani, sino a volerli sostituire. In realtà questa prospettiva è piuttosto ambiziosa poiché nessun robot, probabilmente, avrà mai quel complesso sistema biochimico che governa il comportamento ormonale degli essere umani.

Aggressività, euforia, rabbia, gioia, tristezza sono manifestazioni tipicamente umane che nascono da una biochimica sofisticatissima che difficilmente potrà essere trasferita alle macchine. Il giorno in cui questo fosse possibile, non avremo più robot, ma cloni e allora di certo sorgeranno questioni etiche immense, ma non connesse alla robotica bensì alla genetica della duplicazione umana.

Preoccupazioni inerenti ad aspetti etici dell’IA sono state evidenziate anche in un rapporto presentato nel giugno 2019 dal Gruppo di alto livello della Commissione europea su IA, il quale ha indicato che l’Ue dovrebbe prendere in seria considerazione l’esigenza di regole per proteggersi dall’impatto negativo che potrebbero avere, in particolare, l’identificazione biometrica (come il riconoscimento facciale), l’uso di sistemi autonomi di armi letali (come i robot militari), la profilazione dei bambini con sistemi di Intelligenza artificiale, nonché l’impatto dell’IA sui diritti fondamentali dell’uomo.

Proprio per la notevole rilevanza assunta negli ultimi tempi dall’IA in vari settori della nostra società il 21 marzo 2018 è stato presentato a Roma il primo Libro Bianco “L’Intelligenza Artificiale a servizio del cittadino” a cura della task force IA dell’Agenzia per l’Italia digitale.

Il Libro Bianco illustra le linee guida e le raccomandazioni per l’utilizzo sostenibile e responsabile dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica amministrazione e rappresenta l’inizio di un percorso progettuale: per questo sono stati destinati 5 milioni di euro allo sviluppo di progetti pilota di Intelligenza Artificiale per le amministrazioni che collaboreranno con l’Agenzia all’individuazione delle iniziative.

    

(Articolo di Michele Iaselli, Coordinatore del Comitato scientifico di Federprivacy)


maggiori informazioni su:
www.fedeprivacy.org



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