giovedì, 17 ottobre 2019

W la Privacy

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Corte UE: Google non sarà tenuta a garantire il diritto all'oblio su scala globale

07/10/2019

MILANO - In base a una recente decisione della Corte di giustizia dell'Unione Europea, Google non sarà tenuto ad applicare il diritto all'oblio su scala globale. Non sarà obbligato quindi a rimuovere i link a contenuti che alcuni utenti non vorrebbero più mostrare, in nome del diritto all'oblio, fuori dall'Unione europea. I contenuti che in Europa sono considerati "dimenticabili" potranno essere in ogni caso visibili nei risultati di ricerca di Google all'esterno dell'Unione.

Sono alcuni anni che si trascina questa battaglia tra il motore di ricerca, che vuole preservare il diritto a trovare informazioni sul suo sito, e alcuni stati membri dell'Unione. Nel 2016 l'authority per la privacy della Francia aveva multato Google per 100mila euro in quanto il gruppo di Mountain View si era rifiutato di cancellare a livello globale i contenuti che in Europa hanno diritto all'oblio. L'authority aveva poi portato Google in tribunale chiedendo la deindicizzazione globale dei contenuti soggetti al diritto, e la giustizia francese aveva rimandato il caso alla Corte di giustizia.

Il "global removal"

In diversi stati europei, Spagna, Danimarca, Grecia, per citarne alcuni, diverse sentenze hanno rigettato l'idea del "global removal", partendo dal principio chiave che una norma possa valere solo nel territorio in cui è stata adottata. Non esiste, insomma, l'extraterritorialità del diritto, anche in tema di informazione. La decisione della Corte sembra confermare questa linea.

I risultati delle ricerche su Google non cambieranno in ogni caso in base al dominio: non basterà passare da google.fr o google.it a google.com per vedere i risultati completi. Google restituisce i risutati in base alla localizzione dell'utente.

Il diritto all'oblio nell'Unione europea è stato sancito dalla stessa Corte di giustizia con una decisione del 2014 ed è stata poi inclusa nel Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr). Ma non è esportabile. Quella del 24 settembre 2019 è una vittoria per Google: all'interno della Ue si è dovuta adeguare alla norma, ma non dovrà farlo a livello globale. Chi sostiene il diritto all'oblio è invece contrariato:

"La barriera territoriale appare sempre più anacronistica", ha commentato il garante per la privacy in Italia, Antonello Soro. La decisione contribuirà al tempo stesso ad aumentare ulteriormente le differenze - per alcuni osservatori una vera e propria balcanizzazione - tra l'accesso ai contenuti su internet nelle varie aree del mondo. In Europa, i cittadini non potranno vedere alcuni contenuti, che sarebbero invece accessibili negli Stati Uniti.

 

 

    


maggiori informazioni su:
www.fedeprivacy.org



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