venerdì, 18 settembre 2020

W la Privacy

W la Privacy

L'85% delle app di web banking non è conforme al Gdpr

20/09/2019

MILANO - I rischi per la privacy rappresentano una preoccupazione per gli utenti che fanno shopping online e usano i social network nel tempo libero. Questo "livello di allerta" è ancora più alto quando ad essere in pericolo non sono solo i dati personali, ma anche il denaro che appartiene a chi usa internet per gestire il proprio conto bancario e altri servizi finanziari.

ImmuniWeb ha svolto una ricerca da cui è infatti emerso che 97 delle 100 banche più grandi del mondo sono a rischio di furto di dati sensibili da parte degli hacker, e tra le app di servizi finanziari esaminate 85 non superano il test di conformità al GDPR, 25 non sono protette da un web application firewall (WAF), e 7 contengono vulnerabilità note e sfruttabili da malintenzionati. Inoltre, il 20% delle app di mobile banking contiene almeno una vulnerabilità di sicurezza ad alto rischio.

La protezione dei dati, con i pirati informatici impegnati nell'intento di sottrarre denaro agli utenti in maniera fraudolenta, è diventata una delle principali sfide che le banche devono affrontare. Gartner considera il settore bancario leader assoluto della spesa globale per la sicurezza informatica, che nell'insieme supererà i 7 miliardi di dollari entro il 2023.

Il marchio "Privacy OK"

Garantire la privacy online costituisce un problema non solo al fine di evitare le sanzioni introdotte dal GDPR, ma anche perché un pieno sviluppo del mercato digitale richiede un diffuso clima di fiducia nel web, come spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi:

"Oggi le persone possono svolgere comodamente dal proprio pc e anche dallo smartphone molte di quelle operazioni che in passato richiedevano spesso lunghe file presso sportelli e uffici. D'altra parte, gli utenti hanno bisogno di capire di quali siti web possono veramente fidarsi, specialmente se devono fornire i loro dati per effettuare pagamenti online - afferma Bernardi - Non è quindi un caso che la maggior parte delle richieste per ottenere il marchio "Privacy Ok" ci stiano pervenendo dal mondo finanziario, e sono oltre trenta i siti e le app di banche e istituti di credito che dovremo esaminare nei prossimi mesi per valutare quali sono idonei per ottenerlo".

Il marchio "Privacy Ok", già ottenuto dal Gruppo Ferrero in tutti i propri siti web italiani, (compreso quello di Nutella), viene rilasciato ad aziende ed enti che aderiscono ad uno specifico codice di condotta, assumendosi l'impegno vincolante di rispettarne tutte le regole.

Per garantire che non si tratta di un "bollino" meramente autoreferenziale, ma di uno strumento concreto per aiutare gli utenti a valutare rapidamente il livello di affidabilità del sito in cui stanno navigando, Federprivacy ha affidato il processo di valutazione a TÜV Italia, che in qualità di organismo di certificazione indipendente assicura l'imparzialità del processo per determinare se un sito è effettivamente conforme per la concessione del marchio.

Per rassicurare ulteriormente gli interessati, un comitato di vigilanza monitora periodicamente i siti che hanno ottenuto il marchio, per verificare che siano costanti nel rispetto del codice di condotta. In qualsiasi momento gli utenti stessi possono rivolgersi a uno sportello online per inviare segnalazioni o reclami.

 


maggiori informazioni su:
www.fedeprivacy.org



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