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Approvata la legge italiana sull’Intelligenza Artificiale

Approvata la legge italiana sull’Intelligenza Artificiale
22/09/2025

Lo scorso 17 settembre, il Senato ha approvato in via definitiva e senza modifiche il testo (approvato il 25 giugno scorso alla Camera dei Deputati) della legge italiana sull’Intelligenza Artificiale, il primo quadro normativo nazionale in Europa che disciplina sviluppo, adozione e governance dei sistemi di IA nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali, in coerenza con l’AI Act europeo. A Palazzo Madama i voti favorevoli sono stati 77, i contrari 55, 2 i senatori che si sono astenuti.

Il provvedimento si inserisce nel più ampio contesto del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), integrando gli aspetti non coperti dalla normativa europea o demandati ai singoli Stati membri e stabilisce i principi generali per un utilizzo dell'IA corretto, responsabile e trasparente, che ponga le persone al centro. 

I principi fondanti

Principi fondanti della legge sono infatti l'uso antropocentrico, trasparente e sicuro dell’IA, con particolare attenzione a innovazione, cybersicurezza, accessibilità e tutela della riservatezza. La legge interviene in modo organico sui settori che più possono trarre beneficio dalla nuova tecnologia, ovvero sanità, lavoro, pubblica amministrazione e giustizia, formazione e sport, prevedendo garanzie di tracciabilità, responsabilità umana e centralità della decisione finale di una persona fisica.

Un  elemento importante riguarda la governance. La legge attribuisce ruoli centrali all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e all’Agenzia per l’Italia Digitale, che dovranno avere compiti di controllo, vigilanza e coordinamento: ACN vigila – con poteri ispettivi – sull’adeguatezza e la sicurezza dei sistemi, AgID gestisce le notifiche e promuove casi d’uso sicuri per cittadini e imprese, in un quadro di coordinamento interistituzionale stabile.

Programmazione strategica

Il provvedimento istituisce inoltre un meccanismo di programmazione strategica: la Strategia nazionale per l’IA sarà predisposta e aggiornata ogni due anni dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, con il supporto di ACN e AgID e il coinvolgimento delle principali autorità settoriali. A rafforzarne la trasparenza è previsto un monitoraggio annuale al Parlamento.

Con l'obiettivo di accelerare competitività e adozione, la legge attiva un programma di investimenti da 1 miliardo di euro a favore di startup e PMI nei campi dell’IA, della cybersicurezza e delle tecnologie emergenti, sostenendo trasferimento tecnologico e filiere strategiche.

Il commento del  Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione Alessio Butti:  “L’Italia è il primo Paese UE con un quadro nazionale pienamente allineato all’AI Act. È una scelta che riporta l’innovazione nel perimetro dell’interesse generale, orientando l’IA a crescita, diritti e la piena tutela dei cittadini. Alle imprese diciamo con chiarezza: investite in Italia. Troverete una governance affidabile, regole trasparenti e un ecosistema pronto a sostenere progetti concreti in tutti i settori chiave del Paese” -

I punti più rilevanti della legge

  • Principi e tutele: uso antropocentrico e sicuro; trasparenza, accessibilità e protezione dei dati. 
  • Settori applicativi: sanità (centralità del medico, dati per ricerca), lavoro (osservatorio e dignità del lavoratore), PA e giustizia (supporto decisionale tracciabile), scuola e sport (formazione e inclusione). 
  • Governance nazionale: ACN e AgID Autorità competenti; coordinamento presso la Presidenza del Consiglio; Strategia IA aggiornata ogni due anni e report annuale al Parlamento
  • Sostegno all’innovazione: 1 miliardo di euro per startup e PMI in IA e tecnologie correlate.

L’Italia si dota di un quadro stabile e pro-innovazione, in grado di accelerare l’adozione dell’IA a beneficio di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, allineando il Paese alle migliori pratiche europee e valorizzando le competenze nazionali. 

Nuovi reati, contrasto ai deepfake, tutela minori

Vengono normati anche gli abusi, con l'introduzione di nuovi reati e aggravanti a reati esistenti. Si inserisce l'obbligo di trasparenza per contenuti generati artificialmente, con l'obbligo di etichettare i deepfake. È previsto il carcere da 1 a 5 anni “per chiunque cagiona ad altri un danno ingiusto, mediante invio, consegna, cessione, pubblicazione o diffusione di immagini o video di persone o di cose generati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, atti a indurre in inganno sulla loro genuinità”.

Sono previste norme severe anche in riferimento ai minori: sarà vietato l'utilizzo dei loro dati personali senza l'approvazione dei genitori.

(Fonte testo: https://innovazione.gov.it/)


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