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Motori di ricerca basati sull’AI e trattamento di dati biometrici

26/08/2022

La recente sanzione di venti milioni di euro irrogata dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (Provv. 10 Febbraio 2022 – registro dei provvedimenti n.50 – doc. web 9751362) alla società statunitense Clearview per avere tracciato cittadini italiani ed effettuato trattamenti di dati biometrici, ci offre lo spunto per capire come e quando si possono utilizzare dati personali presenti in internet e quando un’immagine si trasforma in dato biometrico.

L’offerta di Clearview (principalmente rivolta a forze di polizia) consiste in un servizio di ricerca immagini attraverso un motore di ricerca per il riconoscimento facciale (c.d. facial recognition search engine) di immagini in internet. Le immagini vengono raccolte da Clearview attraverso tecniche di web scraping da diverse fonti internet (siti web, social network, ecc.). Successivamente, queste vengono elaborate con tecniche biometriche al fine di estrarne le caratteristiche identificative di ognuna di esse. Così facendo, quando il  cliente interroga il database, sottoponendo allo stesso un’immagine da ricercare, questa viene confrontata con quelle raccolte dalla società.  

Marco Soffientini - Esperto di Privacy e Diritto delle Nuove Tecnologie e docente Ethos Academy - prosegue questa trattazione nell'articolo che segue.

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(Fonte immagine: www.navigaweb.net)



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