martedì, 29 novembre 2022

W la Privacy

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Polizia locale: bodycam durante il consiglio comunale, solo nel rispetto delle regole sulla privacy

03/01/2022

Il fatto che il sindaco preveda un consiglio comunale turbolento, non significa che la polizia locale possa partecipare all'incontro attivando la bodycam di servizio, se il comune non ha preventivamente regolato tutto l'impianto di videosorveglianza effettuando anche una preventiva valutazione di impatto privacy.

Lo ha chiarito il Garante per la protezione dei dati personali con l'ordinanza ingiunzione dell'11 novembre 2021. 

Necessario il controllo privacy sulle bodycam dei vigili 

In previsione di un consiglio comunale particolarmente "animato", anche per l'assunzione di determinazioni interferenti con dei rapporti di lavoro, il primo cittadino di un piccolo comune lombardo ha richiesto agli agenti di essere presenti all'evento attivando i dispositivi personali di videoripresa. A seguito di una serie di censure proposte da un interessato il Garante ha avviato un'istruttoria che si è conclusa con l'applicazione di una sanzione amministrativa.

Oltre alla questione dell'illecita diffusione di dati personali sul sito del comune la vicenda si è concentrata sulla corretta gestione dei dati personali in relazione all'impiego delle bodycam che a parere del sindaco potevano essere legittimamente utilizzate dagli agenti per prevenire comportamenti illeciti.

Il comune, prima di decidere di impiegare dispositivi di videosorveglianza è tenuto - a parere dell'Autorità - a verificare con una dpia l'adeguatezza di questi trattamenti e successivamente a rendere trasparente l'aderenza di tutto il processo ai principi fondamentali del regolamento europeo. In caso di trattamenti effettuati dalla polizia locale potrebbe trattarsi di un contesto dove risulta prevalente la direttiva polizia recepita in Italia con il Dlgs 51/2018 ovvero di un trattamento ordinario regolato dal regolamento europeo.

Nell'ipotesi sottoposta al vaglio dell'autorità, anche se il sindaco ha richiesto l'ausilio dei vigili per possibili minacce alla sicurezza, a parere dell'organo centrale è più pertinente regolare la questione secondo il regolamento europeo sulla privacy.

Le maggiori lacune sono state rinvenute dal Garante proprio nell'informativa che, ai sensi dell'art. 13 del Gdpr, non può mancare in qualsiasi trattamento ordinario.

 


maggiori informazioni su:
www.fedeprivacy.org



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