martedì, 22 giugno 2021

W la Privacy

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Privacy e Digital Economy, tante opportunità, tante le sfide

10/05/2021

FIRENZE - Sono trascorsi tre anni dall’introduzione del Gdpr e il 41% dei professionisti e manager d’impresa che si occupano di protezione dati ritengono che il Regolamento europeo sulla privacy abbia favorito lo sviluppo del mercato digitale. Tra loro, 7 su 10 pensano in modo ottimistico e che a trarne beneficio non siano solo i colossi tecnologici d’oltreoceano ma anche le grandi e le piccole imprese italiane (40%) e più in generale tutte le grandi realtà europee (30%).

Questi sono dati emergono da sondaggi lanciati sul proprio canale Telegram da Federprivacy nel corso della tavola rotonda “Privacy e Digital Economy, i nuovi scenari della protezione dei dati personali per lo sviluppo del mercato digitale “, a cui ha partecipato il giurista ed ex Garante Franco Pizzetti insieme ai data protection officer di alcune importanti aziende che operano sul territorio nazionale.

A premere sull’acceleratore durante lo scorso anno è stato sicuramente il contesto della pandemia del Covid-19, che ha indotto milioni di italiani costretti a casa dal lockdown ad abituarsi a fare i propri acquisti su internet, determinando complessivamente un volume d’affari di scambi commerciali online di 22,7 miliardi di euro nel 2020 con un incremento del 26% rispetto all’anno precedente, come indicano le statistiche dell'Osservatorio B2c del Politecnico di Milano.

Economia digitale, ottimisti 7 addetti ai lavori su 10

Perché questa crescita possa avvenire in modo organico sono necessarie regole, che già sono state in parte introdotte dal Gdpr e che potrebbero vedere una prossima implementazione con il Regolamento sulla e-Privacy, approvato di recente dal Consiglio UE, e dalla proposta di Regolamento sull’intelligenza artificiale presentata dalla Commissione europea lo scorso 21 aprile. Queste norme, secondo il Prof. Pizzetti, rappresentano per l’Unione Europea un tentativo di mettere delle barriere allo sviluppo dell’economia digitale americana mentre l’Europa cerca di colmare i ritardi accumulati in questi anni, e un modo per “comprare tempo per riuscire ad elevare la propria capacità competitiva, e nello stesso tempo dare regole che guidino le imprese europee ad adottare sistemi che siano compatibili con l’idea che l’UE ha dell’intelligenza artificiale”.

Se è vero che sono molte le opportunità del digitale, non mancano d’altra parte le sfide per le imprese, comprese quella di sfruttare proprio le potenzialità dell’intelligenza artificiale in modo non invasivo per gli utenti, come osserva Giorgio Aprile, DPO di Ferrovie dello Stato Italiane: “I dati personali relativi alle abitudini di viaggio possono consentire lo sviluppo della mobilità di ultimo miglio, realizzando così un trasporto pubblico integrato, efficiente, sostenibile, alternativo all’auto privata e creando finalmente un vero mercato digitale dei trasporti”.

Data Economy

Nel settore bancario invece “la customer experience assume un’importanza strategica – ha rimarcato Mario Mosca, DPO di BNP Paribas in Italia – con la necessità di far percepire ai clienti che i loro dati sono al sicuro e che, nell’erogazione dei propri servizi l’azienda dimostra attenzione alla riservatezza, alla disponibilità e all’integrità dei loro dati personali”. A dimostrare che i consumatori sono sempre più attenti alla loro privacy, è peraltro un altro sondaggio effettuato durante l’evento da cui è emerso che il 59% di essi richiedono soluzioni che la tutelino.

La richiesta di soluzioni che tutelino la privacy

Mentre le imprese cercano di cogliere le opportunità del mercato digitale, una delle sfide più complesse è quella della corretta applicazione delle norme del Gdpr, e un primo passo per affrontarla è “sicuramente la creazione di un team con competenze specialistiche data protection e multidisciplinari, un approccio legal tech – come ha spiegato Roberta Quintavalle, DPO di Mediaset - Quindi non solo giuristi, ma anche esperti di processi e tecnologia, affinché si possa affiancare il business dando il supporto specializzato e valutando gli impatti privacy a 360 gradi”.

Anche Carlo Alberto Galiano, DPO di Edison ha sottolineato quanto sia importante un approccio trasversale per affrontare le sfide della data economy. "Le competenze giuridiche e tecniche da sole non sono più sufficienti - ha spiegato - "e la profonda trasformazione digitale in atto comporta che l’accountability non sia più solo un principio cardine di responsabilizzazione e trasparenza del titolare, ma affinché sia veramente efficace, occorre che si rifletta sempre più in conoscenze inter funzionali all’interno dei team di Data Protection delle organizzazioni aziendali”.

Un cambio di mentalità necessario

Commentando i risultati di un ultimo sondaggio a cui i 250 partecipanti all’evento hanno risposto relativamente a cosa occorra alle imprese per cogliere le opportunità del mercato digitale, a fare la chiosa finale è Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy: “Durante il lockdown i colossi americani di internet hanno notevolmente accresciuto i loro profitti, mentre allo stesso tempo molte piccole e medie imprese italiane sono state colte impreparate e non sono state in grado di cogliere le opportunità che si sono presentate nel pur drammatico periodo di emergenza sanitaria. Questo spiega perché ben il 32% degli addetti ai lavori pensa che alla base serva un cambio di mentalità da parte degli stessi imprenditori.”. 


maggiori informazioni su:
www.fedeprivacy.org



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