martedì, 26 maggio 2020

W la Privacy

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Supermercati con telecamere intelligenti per mostrare pubblicità mirata: timori per la privacy

02/04/2020

MILANO - Con l'intento di "indovinare" età e sesso del cliente, alcuni supermercati negli Stati Uniti stanno installando telecamere per mostrare annunci mirati in tempo reale su schermi video, all'interno del negozio. Si tratta di una sorta di profilazione sul posto: la nuova tecnologia, ancora nelle sue prime fasi di sviluppo, viene commercializzata ai rivenditori come un modo per competere con rivali online quali Amazon, che sono in grado di raccogliere quantità massive di dati sui propri clienti.

Sorge però un problema legato alla privacy, perchè queste telecamere sono piccole e difficili da individuare. Il quotidiano inglese The Independent sostiene che per ora queste telecamere si trovano soltanto in alcuni negozi Kroger, nota catena americana, che possiede all’incirca 2.800 supermercati.

Stanno testando queste soluzioni incorporate in un cartellino del prezzo, sopra gli scaffali in due negozi nella periferia fuori Cincinnati e Seattle. Gli schermi video collegati agli scaffali possono riprodurre pubblicità e mostrare sconti. Kroger ha affermato che le telecamere indovinano l'età e il sesso di un acquirente, ma le informazioni sono anonime e i dati non vengono archiviati.

Al posto delle solite porte in vetro trasparente che consentono ai clienti di vedere all'interno, ci sono schermi video che mostrano annunci pubblicitari. Sopra la maniglia della porta è posizionata una telecamera intelligente che può provare a indovinare le età tracciando le iridi per vedere dove il cliente sta guardando.

Sostenitori e detrattori

Coloro che sostengono questa tecnologia affermano che potrebbe essere vantaggioso per gli acquirenti, poichè vengono loro mostrati sconti su misura, o attirata l'attenzione sui prodotti in vendita.

Anche se le informazioni raccolte sono anonime, possono comunque essere utilizzate in modo invadente per l’utente. Tra i punti a sfavore, anche il fatto che la tecnologia potrebbe portare a pratiche discriminatorie, come aumentare i prezzi a seconda dell’atteggiamento dell’utente.

A questo punto si rispolvera il vecchio assioma per cui ci si chiede fino a che punto la tecnologia possa spingersi senza invadere la privacy dell’utente, e come la commercializzazione dei prodotti induca a prendere ogni misura ritenuta necessaria per poter ottenere un profitto maggiore.

La privacy come “right to be let alone” sembra sempre più considerata come requisito accessorio della vita del cittadino medio americano.

 

 

(Testo di Amedeo Leone, Consulente Sicurezza informatica)


maggiori informazioni su:
www.fedeprivacy.org



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