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Riconoscimento facciale, l'UE lascia agli Stati la decsione se vietarlo negli spazi pubblici

14/02/2020

MILANO - ln tema di riconoscimento facciale, l’Unione europea ha fatto un passo indietro,  documentato nella nuova bozza sull’intelligenza artificiale visionata dal Financial Times, che scrive: “il documento non include più il suggerimento di una moratoria generale di cinque anni, un periodo durante il quale gli Stati potrebbero studiare l’impatto della tecnologia prima di utilizzarla negli spazi pubblici”.

Non appare più la chiara raccomandazione di vietare l’utilizzo del riconoscimento facciale in spazi pubblici fino a 5 anni, bensì quella di lasciare agli Stati membri la decisione sulla tecnologia di sorveglianza di massa

Il documento citato verrà consegnato alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e presentato in via ufficiale il 19 febbraio prossimo, sotto forma di linee guida. In questa data non dovrebbe essere annunciato, stando sempre a quanto riferisce il Financial Times, uno stop ufficiale al riconoscimento facciale per 5 anni negli spazi pubblici. Questo, nonostante sia rilevato che la tecnologia è “soggetta ad inesattezze, può essere utilizzata per violare le leggi sulla privacy e può facilitare il furto d’identità”.

Vine allora da chiedersi il motivo di questa decisione, ovvero quella di non optare per un divieto. “Per sua natura, un tale divieto sarebbe una misura di vasta portata che potrebbe ostacolare lo sviluppo e l’adozione di questa tecnologia”, si legge nel documento. L’Ue vuole raccogliere oltre 20 miliardi di euro di finanziamenti all’anno per sviluppare l'intelligenza artificiale nel prossimo decennio.

Riconoscimento facciale, i divieti

Questo cambiamento di direzione da parte della Ue giunge nel momento in cui i regolatori e le società di tutto il mondo chiedono chiarezza sull’uso del riconoscimento facciale. Per quanto riguarda l'Italia, è da segnalare l'operatività a Milano Linate, in via sperimentale, dell’imbarco tramite riconoscimento facciale. 

Dal 30 gennaio scorso è infatti in funzione Face Boarding, un progetto sperimentale che consente ai passeggeri di effettuare i passaggi di sicurezza e d’imbarco attraverso un sistema di riconoscimento facciale. Questo significa che non è più necessario esibire il passaporto e la carta di imbarco ai diversi check point presenti all’interno dell’aeroporto, anche se i viaggiatori possono scegliere liberamente se effettuare i controlli ancora in modo tradizionale. Il test del riconoscimento facciale durerà fino al 31 dicembre 2020.

Sul sito dell'aeroporto si spiega che le immagini del volto non sono conservate ma vengono utilizzate esclusivamente per creare un modello biometrico necessario per il superamento dei controlli di sicurezza. Ad essere conservati sono i dati personali relativi al passaporto: in forma crittografata, per un periodo che varia dalle 24 ore al 31 dicembre 2020 a seconda del consenso prestato dal passeggero in fase di registrazione. Dopo 48 ore dalla partenza del volo, i dati personali derivanti dalla carta di imbarco vengono automaticamente cancellati.

(Fonte: Key4Biz)

 

    



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