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Francia: tabaccherie e telecamere "intelligenti", attenzione alla privacy

Francia: tabaccherie e telecamere
01/08/2025

In Francia alcune tabaccherie hanno di recente iniziato a servirsi di telecamere tecnologicamente "potenziate" per stimare l'età dei loro clienti prima di vendere loro prodotti vietati ai minori: tabacco, alcol, gioco d'azzardo. L’autorità per la protezione dei dati personali transalpina (CNIL) ha di recente espresso la sua posizione. Lo ha fatto sul proprio sito istituzionale, spiegando che il funzionamento di questi dispositivi si basa su un algoritmo di intelligenza artificiale che scansiona il volto della persona per valutare la sua minore o maggiore età.

Di prassi, essi vengono attivati di default analizzando i volti di tutte le persone che entrano nel loro campo visivo all’ingresso degli esercizi commerciali, indicando con un semaforo verde o rosso, se l’età stimata delle persone supera o meno un’età predeterminata (ad esempio 18 anni). Queste telecamere vengono utilizzate dagli operatori del tabacco come strumento di supporto decisionale, ma non consentono ai clienti di dimostrare la loro maggiore età, in quanto non sono uno strumento tecnologicamente e giuridicamente valido per questo tipo di accertamento.

La conformità al GDPR 

A seguito di diverse richieste sul loro rispetto della normativa sulla privacy, e tenendo conto delle sfide presentate da questi marchingegni tecnologici, la CNIL ha quindi analizzato la loro conformità al GDPR e le altre leggi nazionali. L’analisi del volto effettuata dalle cosiddette telecamere “potenziate” o “aumentate” costituisce un trattamento dei dati personali, e pertanto devono rispettare i principi stabiliti dal GDPR per essere utilizzate legalmente.

Nella sua posizione sulle condizioni per l’implementazione di queste telecamere, pubblicate nel luglio 2022, la CNIL aveva già sottolineato l’importanza di dimostrare che l’uso di tali dispositivi sia effettivamente necessario e proporzionato prima ancora che venga effettuata qualsiasi implementazione. Se la legge francese impone alle tabaccherie di verificare che i loro clienti siano maggiorenni prima di vendere loro tabacco o alcol, questi dispositivi possono però solo stimare l’età delle persone, senza alcuna certezza, e comportano un rischio di errore, come qualsiasi sistema di intelligenza artificiale. Risultano quindi discutibili la loro necessità e opportunità in questo contesto.

Dal momento che tali telecamere sono in grado di fare soltanto una stima, il rispetto dei loro obblighi richiede che i venditori di tabacco domandino in modo sistematico ai loro clienti la prova della maggiore età. Non è pertanto necessaria l’analisi preventiva dei volti delle persone da parte di una telecamera: essa verrebbe solo aggiunta al controllo richiesto dalla legge. Al contrario, l'uso di questo dispositivo potrebbe incoraggiare gli esercenti a fare affidamento esclusivamente sul risultato reso dalla macchina, senza compiere altre verifiche.

Per adempiere ai loro obblighi di controllo dell'età, i tabaccai devono pertanto ricorrere ad altre soluzioni come la verifica di un documento di identità o di qualsiasi documento ufficiale contenente la data di nascita della persona, oppure ricorrendo ad alcune applicazioni mobili che dimostrano la maggiore età con precisione mostrando un minimo di informazioni, come ad esempio, l’app “mini-wallet” sviluppata dalla Commissione Europea per il controllo dell’età, attualmente in fase sperimentale in alcuni paesi dell’Unione Europea.

Come ogni cosiddetto sistema di telecamere “aumentate”, anche questi dispositivi di stima dell’età algoritmica presentano rischi per i diritti e le libertà fondamentali delle persone, nonostante alcune garanzie come l’elaborazione locale dei dati e la rapida rimozione delle immagini.

Il loro modo di operare implica un’attivazione continua, sproporzionata rispetto all’obiettivo perseguito, in particolare perché filma tutte le persone, comprese quelle che sono manifestamente maggiorenni, e impedisce alle persone di esercitare Il diritto di opposizione garantito dal GDPR. Stando al parere della CNIL, il loro impiego in spazi commerciali come le tabaccherie contribuisce al rischio di banalizzazione e di assuefazione a una forma di sorveglianza rafforzata dalla proliferazione di tali strumenti.

Per tutte queste ragioni, l’autorità ha ribadito che il loro utilizzo non è in linea con il GDPR.


maggiori informazioni su:
www.federprivacy.org


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