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Privacy Day Forum 2025: bilancio molto positivo per l’evento annuale di Federprivacy

Privacy Day Forum 2025: bilancio molto positivo per l’evento annuale di Federprivacy
25/06/2025

E' molto positivo il bilancio del Privacy Day Forum 2025, che si è svolto lo scorso 6 giugno ad Arezzo:  31 panel suddivisi in 4 sale tra Auditorium, Sala Talk, Sala Roundtable, e Sala Conference, in cui 97 esperti della materia e rappresentanti delle istituzioni si sono alternati per confrontarsi sui temi più rilevanti e attuali della protezione dei dati, con i 1.054 addetti ai lavori accorsi da ogni luogo, di cui 257 dal nord ovest della penisola, 107 dal nord est, 507 dal centro Italia, 157 dal sud, e 28 anche dalle isole e dall’estero.

“Innovazione responsabile e compliance per la sostenibilità della trasformazione digitale”

In occasione del forum sono stati commentati i risultati del Rapporto del sondaggio “Innovazione responsabile e compliance per la sostenibilità della trasformazione digitale”, da cui è emerso che il 63% degli addetti ai lavori ritiene che promuovere un uso etico dell’intelligenza artificiale abbia la priorità per favorire la sostenibilità della società digitale, ma tutto crede fuorché ci si possa affidare solo all’etica. Se in 7 anni di GDPR le autorità europee hanno inflitto più di 2.500 multe per un ammontare di oltre 6 miliardi di euro senza intravedere un cambio di rotta significativo, il 73,9% dei professionisti pensa però che non occorra cambiare gli attuali profili sanzionatori, bensì farli rispettare in modo più efficace.

Il 43,2% di essi vorrebbe piuttosto un numero maggiore di attività ispettive del Garante e della Guardia di Finanza a presidio della legalità. E a differenza di quello che possono pensare i cittadini che vedono minacciata la loro privacy come mai prima, il 63,5% dei professionisti che vede le aziende dall’interno conferma che dal 2018 ad oggi la situazione è comunque migliorata grazie alle sanzioni più severe che sono state introdotte dal Regolamento UE sulla protezione dei dati.

Il commento del Presidente

“Si parla tanto di etica per affrontare le sfide dell’intelligenza artificiale, ma attualmente essa costituisce un principio troppo astratto per offrire una guida concreta per lo sviluppo della società digitale – è stato il commento di Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy (in foto, durante l'evento) – È quindi comprensibile che la comunità di addetti ai lavori invochi punti riferimento più concreti come il rispetto delle regole. E i risultati del sondaggio mostrano obiettività e coerenza, perché non chiedono una società digitale basata esclusivamente sulla privacy solo perché una manciata di Big Tech non la rispetta come dovrebbe, ma ben il 78,3% ha indicato la necessità di trovare un equilibrio per conciliare i diritti fondamentali con l'innovazione, e questo non dovrebbe andare a discapito delle piccole realtà imprenditoriali.”

Al riguardo, se le semplificazioni proposte dalla Commissione Europea non si stanno rivelando le agevolazioni tanto attese, il 56,9% dei professionisti riconosce che il GDPR ha effettivamente introdotto regole uguali per tutti, ma lamenta che esso avrebbe dovuto agevolare maggiormente le micro, piccole e medie imprese, che costituiscono la stragrande maggioranza del tessuto imprenditoriale italiano.

Il valore del GDPR

Sono numerosi i manager d’impresa che ancora ritengono che la normativa sulla privacy sia un ostacolo allo sviluppo del business. Il 78,3% dei professionisti intervistati nel sondaggio ritiene che sia però necessario trovare un equilibrio per soddisfare l'esigenza di rispettare i diritti fondamentali senza frenare l'innovazione, e al riguardo l’Avv. Luca Bolognini, Presidente dell’Istituto Italiano per la privacy, nel suo intervento ha fornito però una visione della questione da una prospettiva diversa:

“Chi dice che il GDPR non frena l’innovazione, dice il falso: la frena eccome e per fortuna. Il potere sia pubblico sia privato va limitato, e i confini segnati dalla disciplina privacy in Europa, se da un lato arginano l’innovazione sfrenata, dall’altro proteggono la dignità e la libertà dell’essere umano nel mondo artificiale e guidato dai dati.”


maggiori informazioni su:
www.federprivacy.org


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