sabato, 22 settembre 2018

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Emergenza sicurezza informatica: Italia nel mirino dei Paesi più a rischio

06/03/2018

MILANO - Benchè sia un problema al centro dell’attenzione, la consapevolezza sull’importanza della cyber-security non ha ancora raggiunto un adeguato livello di considerazione, nonostante si riconosca che nel corso dell’ultimo anno sia considerevolmente aumentata.

Stando a uno studio dell'Osservatorio “Information Security & Privacy” della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2017 gli attacchi informatici sono aumentati sia nel numero che nella frequenza e, rispetto all’anno precedente, sono cresciuti del 12%, raggiungendo un mercato di 1,09 miliardi di euro. Secondo un altro studio pubblicato da Accenture e dal Ponemon Institute, nel 2017 i crimini informatici sono costati alle aziende 11,7 milioni di dollari in media a nazione, il 23% in più rispetto ai 9,5 milioni dell’anno precedente e il 62% in più rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

E' pertanto fuori discussione il fatto che il cyber-crime sia aumentato. E' però vero che, anche grazie al GDPR che a breve entrerà in vigore, è aumentata l’attenzione delle imprese e l’impegno di queste nella gestione della prevenzione e della tutela dagli attacchi. Essendo ormai concreto il rischio di subire un attacco informatico, la paura di esserne vittima spinge le aziende a dotarsi degli strumenti adeguati per proteggersi: un attacco informatico non è sinonimo soltanto di danni economici ma anche di perdita di informazioni e dati sensibili, di ore di lavoro, danni al personale, alla strumentazione informatica e all’immagine dell’azienda.

Un panorama in evoluzione

Il panorama della sicurezza informatica è ora come non mai in evoluzione e in futuro si troverà ad affrontare tutte le nuove minacce previste dagli esperti, come ad esempio gli attacchi alle cripto valute. Il rapporto “2018 Threat Landscape Uno sguardo al futuro” di CSE Cybsec SPA  indica che il danno totale causato da attacchi contro sistemi delle valute virtuali nel 2017 ammonta a oltre 168 milioni di dollari.

Le monete virtuali stanno infatti attirando l’interesse non solo di acquirenti ma anche di hacker e di criminali informatici e se l’utilizzo di queste monete è in costante aumento, sono altresì in aumento i danni provocati da questi attacchi poiché essendo questo un mercato tendenzialmente nuovo, c’è il rischio che le aziende non lo conoscano ancora a fondo e che quindi si possano trovare impreparate.

Occorre infine sottolineare che gli hacker moderni possiedono le stesse competenze delle più avanzate company di Information Technology (IT) e, come loro, conoscono bene tutto ciò che è cloud-computing, intelligenza artificiale, Software-as-a-Service e crittografia, con i numerosi rischi che ne conseguono.

 

(Fone: Venustech)

 

 

 

 



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