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“La privacy dell’era digitale": 25 anni di storia raccontati dai Garanti

06/03/2023

E' stato presentato nei giorni scorsi a Roma il libro “La privacy dell’era digitale - le Relazioni dei Presidenti dell’Autorità Garante 1997-2022”. L'evento ha avuto luogo allo spazio “Europa Experience” del Parlamento Europeo in Italia, recentemente inaugurato dalla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Erano presenti il Presidente Pasquale Stanzione, la Vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e ai due componenti del Collegio, Agostino Ghiglia e Guido Scorza.

Per l'importante occasione sono intervenuti anche gli ex Presidenti dell’Autorità, Franco Pizzetti e Antonello Soro, il costituzionalista Oreste Pollicino, i giuristi Giusella Finocchiaro e Vincenzo Zeno Zencovich. 

Venticinque anni di storia

Un racconto di grande fascino quello che, attraverso i discorsi dei suoi Presidenti, ripercorre il volume che parte dal momento della istituzione nel 1997, venticinque anni di storia del Garante e dell’evoluzione di un’Autorità indipendente che, come ha spiegato il Presidente Stanzione, “ha saputo adeguare la propria azione alle esigenze sociali emergenti e alle istanze di tutela manifestate dai cittadini”. Una “rivoluzione pacifica”, quella del diritto alla privacy, come la definì Stefano Rodotà, primo Presidente dell’Autorità, che ha cambiato in meglio la società italiana.

Franco Pizzetti,  Presidente dell’Autority dal 2005 al 2012 si è soffermato sull’evoluzione del ruolo dei Garanti nella società digitale e sul mutamento sostanziale del ruolo della protezione dei dati da diritto individuale dei singoli a tutela della società 'digitale. Pizzetti ha invitato il Garante ad accogliere le sfide poste oggi dall’era digitale: innanzitutto quella di distinguere in rete l’interlocutore umano dall’interlocutore-macchina e la necessità di una rapida risposta della normativa alla celere evoluzione della tecnologia.

Un diritto "baricentrico"

Antonello Soro, alla guida del Garante dal 2012 al 2020, ha parlato della protezione dati come “diritto baricentrico” sottolineando che in questi 25 anni, il Garante ha “incrociato e, in certa misura, anche guidato, i grandi cambiamenti che hanno interessato, nel profondo, la società, nel suo passaggio da analogica a digitale e la corrispondente evoluzione di quello straordinario diritto affidato alla sua cura. Un’evoluzione importante, che ha condotto ad affiancare, al tradizionale diritto alla riservatezza, il diritto alla protezione dei dati personali.”

L’Autorità Garante ha saputo costruire una cultura della privacy partendo da una normativa complessa come quella sulla privacy” ha evidenziato Giusella Finocchiaro. La giurista ha constatato “che oggi siamo di fronte ad un ‘cantiere normativo’ dei diritti fondamentali che si fondano sulla dignità della persona, cantiere in cui l’apporto della giurisprudenza del Garante è sempre più fondamentale”.

Tra GDPR e protezione dati

Secondo il costituzionalista Oreste Pollicino, il GDPR sarà sempre più la cartina al tornasole, insieme allo Stato di diritto, della prospettiva della normativa futura, cioè la regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale.

Nel suo intervento, la Vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni ha parlato del ruolo fondamentale che le Autorità indipendenti, fortemente volute dall’Europa, rivestono in un sistema democratico, “un fenomeno” - ha detto - “nato per supplire alla crisi della democrazia rappresentativa e per regolare fenomeni ad alto tasso di complessità tecnica”. E sull’idea di indipendenza, “necessario fondamento di ogni struttura sociale”, la Vicepresidente si è particolarmente soffermata “perché è in questo concetto che si iscrive l’azione delle Autorità indipendenti e il loro operare in piena autonomia nel far osservare le norme che uno Stato si è dato, nel nostro caso norme europee”.

Sulla protezione dati come diritto capace di accompagnare i cambiamenti della società politica e civile, anche di fronte a sfide impegnative come la tutela dei dati e della privacy nell’era digitale ha incentrato il suo intervento Agostino Ghiglia. “Affinare la consapevolezza della protezione dei dati nell’era digitale – il componente del Collegio del Garante - significa difendere diritti fondamentali nei confronti di colossi privati della tecnologia, tesi più al business che ai diritti delle persone, ma anche, talvolta, nei confronti degli attori pubblici che, in buona fede e nel tentativo di dare risposte veloci ai cittadini, rischiano di perdere di vista il bilanciamento tra diritto e efficienza”.

Il concetto di "trasparenza"

Guido Scorza ha posto l’accento su “come coniugare la tutela di un diritto fondamentale come quello alla protezione dei dati personali, che è, innanzitutto, presidio della dignità umana, con le dinamiche e le forze centrifughe di mercati sempre più voraci di dati personali e ha concluso “’Trasparenza’ è invece la parola-simbolo di una delle sfide più impegnative che accompagnano da sempre l’azione dell’Autorità, in relazione alla PA: come bilanciare la trasparenza con il diritto alla privacy dei singoli cittadini?”.

Il significato del volume

Il Presidente Pasquale Stanzione ha spiegato che “il senso profondo di questo volume è il tentativo di riannodare i fili di una storia che è anche storia di democrazia, di come si gioca, in uno Stato di diritto, la partita cruciale (anche sul terreno geopolitico) tra innovazione e diritti; tra mercato e persona; tra sicurezza e libertà”. Ma ha indicato anche quali saranno i “nuovi territori” da esplorare per la privacy, dalla tutela del ‘gemello digitale’ ai neurodiritti, al rischio della monetizzazione dei dati, della solitudine digitale o del governo degli algoritmi.

“La protezione dati, oggi, - ha sottolineato il Presidente dell’Autorità - ha un compito fondamentale: costruire e promuovere la civiltà digitale, quale vero obiettivo di un’innovazione che non sia regressiva sul piano dei diritti e delle libertà”. Ma per raggiungere questo obiettivo – ha concluso – “è necessaria la collaborazione di tutti: è la grande sfida che lanciamo alle istituzioni, ai cittadini, alle imprese; in una parola al Paese tutto, nella sua vocazione più autenticamente europea, perché lo straordinario diritto che il Garante tutela è un patrimonio, inestimabile, di ciascuno”.


maggiori informazioni su:
www.garanteprivacy.it



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