giovedì, 1 dicembre 2022

W la Privacy

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Controlli a distanza e sanzioni attraverso super-occhiali: anticipazione di problemi anche del Metaverso?

24/11/2022

Il Comune di Arezzo, in cooperazione col gruppo Lab Consulence, intende sperimentare un progetto, attraverso la sua polizia municipale, che prevede l’uso di occhiali speciali in dotazione agli agenti addetti alla vigilanza sul traffico, occhiali che consentono la proiezione sul visore degli agenti di dati relativi al comportamento di conduttori di veicoli che operano nel raggio di azione degli occhiali stessi. Tale sperimentazione avrà inizio, come riferisce l'articolo di Repubblica che riporta la notizia, nel mese di dicembre, durante il periodo natalizio.

L’agente, una volta ricevuta l’immagine, può decidere subito se è stata commessa o meno un'infrazione che giustifichi la sanzione, attivando allo stesso tempo anche gli strumenti a sua disposizione. Se la valutazione conferma la necessità di sanzionare il comportamento, l’agente potrà azionare immediatamente una stampante collegata allo strumento, ottenendo quindi la produzione della sanzione, già pronta per l’uso. È già previsto, inoltre, che in una versione finale di piena messa a punto del sistema anche la eventuale notifica al sanzionato avvenga con modalità digitali.

Alcuni dubbi e considerazioni

Considerando che ognuna di queste apparecchiature ha un costo di 1000 euro a kit, il prezzo è ritenuto dal Comune di Arezzo interessante, considerato il tempo che farà risparmiare e la semplificazione delle procedure che il sistema promette.

Anche se ancora scarne, le notizie sinora fornite consentono di sollevare non pochi interrogativi che sarebbe bene il comune di Arezzo si ponesse.

In tema di videosorveglianza anche per ragioni di polizia e di contrasto alla criminalità, sia il Garante italiano che quelli di altri Paesi della UE hanno prodotto nel tempo numerose linee guida e provvedimenti, dedicati soprattutto a regolare e ribadire l’obbligo di informativa ai cittadini relativamente all’esistenza di strumenti di controllo a distanza. Obbligo che il Garante italiano, almeno in via di principio, ha sempre ritenuto necessario che sia rispettato anche dalle forze di polizia e di contrasto alla criminalità anche nei casi in cui le forme di controllo a distanza si basino su esplicite norme di legge che consentono di ritenere che le forze in questione siano esonerate da tale obbligo, sempre a condizione, ovviamente, che le finalità perseguite riguardino il contrasto alla criminalità e non richiedano invece il controllo senza informativa.

Aspetto, questo, che può essere valutato solo nell’ambito di una ampia e penetrante valutazione di impatto del trattamento.

In ogni caso nella sperimentazione che il comune di Arezzo intende porre in campo sembra che i nuovi strumenti sarebbero dati in dotazione alle forze di controllo del traffico non solo per il contrasto alla criminalità ma più generalmente e ampiamente per il controllo del rispetto che disciplinano appunto il traffico veicolare su strada pubblica oltre che di ogni altra legge in vigore nel contesto che entri nel campo visivo degli occhiali e sia di competenza delle guardie municipali.

In ogni caso, al di là delle specificazioni che solo una più ampia documentazione del sistema può consentire di avere, resta chiaro che il primo e più importante punto da affrontare riguarda proprio la informativa da dare ai cittadini. Informativa, che è centrale nel sistema del GDPR e che costituisce un obbligo anche per le autorità pubbliche che raccolgano dati con strumenti di sorveglianza.

Nel caso in esame e nell’articolo di Repubblica dal quale abbiamo preso le mosse, nulla è specificato a questo proposito. Corre tuttavia l’obbligo di segnalare che questo aspetto, centrale sempre quando ci si voglia avvalere di strumenti di controllo a distanza sia che chi operi sia un soggetto privato sia che si tratti invece di un soggetto pubblico, è assolutamente rilevante in questo caso per più ragioni fra le quali le principali sono certamente il carattere innovativo e in qualche modo indiretto degli strumenti di sorveglianza, che sono pur sempre occhiali e come tali saranno percepiti dai cittadini, e la particolare invadenza del controllo che riguarderà comunque tutti coloro che passano nel campo visivo degli agenti, raccogliendo una grande quantità di dati di una quantità a priori indeterminabile di persone.

Per proseguire la lettura di questo articolo di Francesco Pizzetti, Presidente emerito del Garante Privacy (in foto) questo è il link

 


maggiori informazioni su:
www.federprivacy.org



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