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W la Privacy

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Cina: hacker sostiene di aver rubato dati personali di oltre un miliardo di cittadini

09/07/2022

Le dichiarazioni di un hacker hanno di recente rivelato che informazioni personali di un miliardo di cittadini cinesi (che sembrano provenire da diverse fonti) sono state sottratte da un database della polizia di Shanghai. Si ritiene che si tratti di una delle maggiori violazioni di dati della storia. Il pirata informatico, che si identifica come "ChinaDan" e che è ancora ignoto, ha postato sul forum di hacker "Breach Forums" l'offerta di vendita dei dati per dieci bitcoin, equivalenti a circa 200 mila dollari.

Nei 23 terabyte di informazioni sottratte sono contenuti nomi, indirizzi, date di nascita, numeri dei documenti di identità, numeri telefonici e dettagli di rilevanza penale, secondo quanto postato dal pirata informatico stesso. Per quanto sia di proporzioni enormi, se verrà effettivamente confermato, non siamo dinanzi al primo grave furto di dati in Cina: nel 2016 erano stati violati e pubblicati dati di persone autorevoli, tra cui figurava il fondatore di Alibaba, Jack Ma.

Scetticismo tra gli esperti

Il numero elevatissimo di cittadini cinesi di cui sarebbero stati violati i dati ha destato qualche perplessità tra gli esperti, in merito alla veridicità di quanto affermato dal misterioso pirata informatico. E' certo, in ogni caso, che il problema della gestione dei dati è molto avvertito in Cina, paese che ha varato negli ultimi anni diverse misure per la loro protezione, mantenendo una forte sorveglianza sui dati dei cittadini, ufficialmente per ragioni di sicurezza.

I dati sottratti riguardano cittadini di ogni parte della Cina, tra cui anche alcune remote aree del Tibet, dove vivono solo poche migliaia di persone. 

Le voci sul furto di dati informatici sono state oscurate online, e il relativo hashtag "Shanghai data leak" è stato censurato da Weibo, la popolare piattaforma cinese di microblogging. L'analista Robert Potter, cofondatore del gruppo di cybersicurezza Internet 2.0 citato dalla Afp, ritiene che i dati sarebbero stati sottratti da un server di Alibaba Cloud, che sarebbe stato archiviato dalla polizia di Shanghai.

 

 


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www.federprivacy.org



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