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Cybersecurity, in Italia spesi nel 2021 oltre 1,5 miliardi

03/03/2022

Stando ai dati che emergono dalla nuova edizione dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano, sono numerose le imprese italiane che hanno deciso di accrescere o di avviare investimenti in sicurezza informatica. Nel 2021 il mercato della cybersecurity ha superato la soglia del miliardo e mezzo di euro, facendo segnare un aumento del 13% rispetto all'anno precedente.

L'Italia, insieme al Giappone, è il solo paese in cui non si è registrata una diminuzione tra 2020 e 2021, anche se rimane ridotto il rapporto tra la spesa nazionale e il Prodotto interno lordo (0.08%). Il mercato italiano, il cui valore è di 1,55 miliardi di euro, risulta composto per il 52% da soluzioni di security (gestione delle vulnerabilità, test di penetrazione, individuazione delle intrusioni, prevenzione della perdita di dati) e per il 48% da servizi professionali e servizi gestiti. A coprire le le quote maggiori (31% della spesa) sono i più "tradizionli" aspetti di security (sicurezza delle reti e wireless), gli aumenti di maggior peso riguardano la sicurezza del cloud e dei cosiddetti endpoint.

Come viene illustrato dagli esperti del Politecnico di Milano, la protezione dei dispositivi continua a essere un elemento cruciale e l'adozione di applicazioni e piattaforme cloud richiede un'attenzione specifica a questo ambito. La dinamicità del mercato viene poi confermata lato offerta dalle 13 operazioni straordinarie di acquisizione, aggregazione e quotazione che hanno riguardato 24 realtà italiane di servizi e soluzioni in ambito security, per un giro d’affari che equivale a diverse centinaia di milioni di euro.

Una crescita costante delle minacce

Dinanzi a un aumento costante delle minacce (nel primo semestre del 2021, +15% rispetto al primo semestre 2020, sono stati 1053 incidenti gravi), il 31% delle grandi imprese italiane ha rilevato un ulteriore aumento degli attacchi informatici nell’ultimo anno. Tale crescita si unisce a quella riscontrata nei primi mesi di emergenza. Si può affermare che ci troviamo davanti a un'autentica guerra cibernetica in cui la sicurezza informatica è diventata la maggiore priorità di investimento nei diversi ambiti del digitale in Italia, nelle grandi così come nelle piccole realtà. Obiettivo delle organizzazioni è anche quello di accrescere la consapevolezza dei dipendenti sulle minacce informatiche.

Il protrarsi dell’emergenza sanitaria ha generato un consolidamento della consapevolezza sull'importanza della cybersecurity, non solo nelle organizzazioni di maggiori dimensioni, ma anche in realtà meno strutturate - spiega Gabriele Faggioli, responsabile scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection - Il mercato ha ripreso a correre, cresce la diffusione dei Ciso nelle aziende, sempre più realtà hanno adottato tecnologie e rivisto i processi per aumentare la sicurezza di fronte alle minacce crescenti. Inizia inoltre a emergere la spinta del Pnrr, linfa per gli investimenti in security e punto di riferimento per le organizzazioni con la nascita della nuova Agenzia per la Cybersicurezza nazionale”.



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