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Avviata discussione su proposta di legge per sospensione di sistemi di sorveglianza biometrici

04/06/2021

ROMA - Intorno alla diffusione, sempre più massiccia e invasiva, di sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale si è accesa n ogni parte del mondo e quindi anche in Italia una discussione che riguarda le implicazioni che queste tecnologie hanno rispetto alla tutela dei dati personali.

Con questo presupposto, la commissione Affari costituzionali ha discusso, lo scorso 26 maggio, la proposta di legge per una moratoria sull’utilizzo dei sistemi di sorveglianza biometrica nei luoghi pubblici (è stata presentata dal deputato del Partito democratico Filippo Sensi).

In base a questa proposta, questi sistemi dovrebbero essere sospesi in via temporanea nei luoghi pubblici, fintanto che non sarà stata elaborata un’adeguata legge nazionale (non oltre il 31 dicembre del 2021).

Le tecnologie per la videosorveglianza con sistemi biometrici di riconoscimento facciale si stanno sviluppando in modo molto rapido e questa velocità è il motivo per cui le legislazioni nazionali non riescono a tenere il passo dello sviluppo tecnologico. Si vengono quindi a creare vuoti normativi che possono determinare violazioni delle libertà e dei diritti delle persone. 

La situazione in Italia

Nel nostro Paese non esiste ancora una legge che disciplini l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale e che specifichi i criteri di ammissibilità e le garanzie, conformi alle indicazioni del Garante privacy. Questo attribuisce particolare importanza alla  moratoria discussa la scorsa settimana e che dovrebbe dare al Parlamento una giusta tempistica per legiferare in merito, assicurando così maggiore tutela dei diritti delle persone.

Se il primo articolo della proposta prevede la sospensione dell’utilizzo di ogni sistema di videosorveglianza con riconoscimento facciale biometrico, in tutti i luoghi pubblici, da parte delle autorità o di soggetti privati, fino all’entrata in vigore di una legge ad hoc, l’articolo 2 stabilisce le sanzioni amministrative pecuniarie per chi installi o utilizzi sistemi biometrici nel periodo di moratoria.

Tali sanzioni sono regolate dall’articolo 166 del codice di protezione dei dati personali del 2003 e dal decreto legge 51 del 2018, che all’articolo 42 prevede il pagamento di una somma che va da 50mila a 150mila euro. 

(Fonte: https://www.wired.it/)



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