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Data tracing, Paola Pisano: app volontaria, con garanzia di anonimato e gestione pubblica

10/04/2020

ROMA - Si sta molto discutendo, in questo periodo di emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus, dei possibili strumenti e tecnologie che possano essere di aiuto alla ripresa di una vita prossima alla normalità e utili a contrastare il propagarsi dell'epidemia.

In audizione alla Commissione Tlc della Camera, la ministra dell’Innovazione Paola Pisano  nei giorni scorsi ha parlato di una relazione che le verrà fornita in merito ad una app su base volontaria e sul sistema di contact tracing, che sarà gestito da uno o più soggetti pubblici con soluzioni open source. Sono 319 i progetti presentati e la task force individuerà l’app “migliore” per il data tracing.

Le sue parole: “Gli esperti hanno analizzato le applicazioni pervenute producendo due relazioni tecniche, una sulla privacy e una sull’analisi tecnologica delle soluzioni. Conto di ricevere nelle prossime ore la relazione finale della task force che sarà mia cura inoltrare al presidente Conte e agli altri membri del Governo per le valutazioni e decisioni di competenza, unitamente alle osservazioni che abbiamo ricevuto dal Garante privacy e dall’Agcom”. 

Paola Pisano si è quindi soffermata sulle condizioni, da lei indicate, che l’app dovrà rispettare e che sono sette. Le elenchiamo: 

La App da scaricare sarà su base volontaria; Ogni cittadino deve poter confidare nella correttezza del servizio; L’intero sistema di contact tracing deve essere gestito da uno o più soggetti pubblici con soluzione open source; I dati deveono essere resi sufficientemente anonimi da impedire l’identificazione dei soggetti; Tutti i dati, tranne quelli aggregati, devono alla fine essere cancellati in modo certo; La soluzione deve poter risultare efficace sul piano epidemiologico; La App deve adottare strumenti che riducano la reidentificazione anche con cambi frequenti dell’ID di un dispositivo.

La geolocalizzazione delle persone non è un obiettivo

“L’applicazione di contact tracing non ha l’obiettivo di geolocalizzazione ma quello di tracciamento/memorizzazione per un determinato periodo di tempo degli identificativi dei cellulari con il quale il nostro è venuto in contatto ravvicinato. Questo accade se in entrambi i cellulari è presente l’applicazione di tracciamento”, ha chiarito la ministra dell’Innovazione, riguardo l’App che “crea un registro dei contatti” e per informare “tutti quegli utenti – in modo anonimo- che sono entrati in contatto con un cittadino positivo”.

“Non geolocalizzerà chi la usa, ma memorizza, per un tempo determinato, gli identificativi dei cellulari. L’app crea poi un registro dei contatti e quindi è in grado di indicare tre tipologie di dati: qual è il dispositivo con il quale sono stato in contatto; a che distanza e per quanto tempo".

Qualora un cittadino fosse identificato come positivo, l’operatore medico autorizzato dallo stesso cittadino, attraverso l’identificativo anonimo dello stesso, fa inviare un input/messaggio di alert, che informi tutti gli utenti identificati in modo anonimo che sono entrati in contatto con questo individuo positivo.

 

(Fonte: Key4biz)



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