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Anteprima Rapporto Clusit 2020: rischi cyber, situazione di estrema gravità

12/03/2020

MILANO - 1.670 attacchi gravi; una tendenza in crescita del 7% rispetto al 2018; l'anno 2019 che registra un nuovo picco verso l’alto nella rappresentazione della “insicurezza cyber”. E' questo il quadro tracciato, come ogni anno, dagli esperti di Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica.

Presentato ai primi di marzo in anteprima, in streaming, alla stampa, il rapporto Clusit 2020 illustra i principali eventi di sicurezza degli ultimi dodici mesi, i settori più colpiti dalla criminalità sul web, le principali tipologie di attacco, le più diffuse vulnerabilità, rapportando questi eventi agli attacchi noti degli ultimi cinque anni e a quelli dei dodici mesi precedenti.

Alcuni dati allarmanti

Tra il mese di gennaio e dicembre 2019 sono stati in media 139 gli attacchi registrati ogni mese a livello mondiale, con impatto sistemico in ogni aspetto della società, della politica, dell’economia e della geopolitica. Siamo dinanzi a un + 47,8% rispetto alla media dei 94 attacchi mensili registrati nel quinquennio 2014-2018.

Secondi gli esperti Clusit si tratta soltanto della punta dell’iceberg: le analisi si riferiscono infatti ad attacchi reali, andati a segno, e che hanno determinato danni seri. Sono quindi esclusi gli attacchi tentati o bloccati. Per quanto statisticamente significativo, il campione analizzato nel Rapporto Clusit è necessariamente parziale, alla luce della generale tendenza ad evitare di rendere pubbliche le aggressioni cyber. La stessa entrata in vigore del Regolamento GDPR e della Direttiva NIS nel 2018, non hanno ad oggi portato alla rilevazione di un aumento significativo di attacchi gravi di pubblico dominio verso bersagli europei: questo comporta certamente l’evidenza di uno scenario meno critico rispetto alla situazione sul campo.

Gli esperti, a seguito di queste analisi, evidenziano dinamiche che hanno spinto sempre più soggetti, statuali e non, ad entrare nell’arena della cyber guerra, e questo ha avuto un forte impatto sulla società civile, singoli cittadini, istituzioni, imprese. Si tratta di fenomeni che per natura e dimensione vanno oltre i confini dell’IT e della stessa cyber security

Un cambiamento epocale

“Siamo dinanzi a un vero e proprio cambiamento epocale nei livelli globali di cyber-insicurezza, causato dall’evoluzione rapidissima degli attori, delle modalità, della pervasività e dell’efficacia degli attacchi”, spiega Andrea Zapparoli Manzoni, del Comitato Direttivo Clusit.

“Gli attaccanti sono oggi decine e decine di gruppi criminali organizzati transnazionali che fatturano miliardi, multinazionali fuori controllo dotate di mezzi illimitati, stati nazionali con i relativi apparati militari e di intelligence, i loro fornitori e contractors, gruppi state-sponsored civili e/o paramilitari ed unità di mercenari impegnati in una lotta senza esclusione di colpi, che hanno come campo di battaglia, arma e bersaglio le infrastrutture, le reti, i server, i client, i device mobili, gli oggetti IoT, le piattaforme social e di instant messaging (e la mente dei loro utenti), su scala globale, 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno” - continua Zapparoli Manzoni. 

“Viviamo ed operiamo in una situazione di inaudita gravità in termini di rischi cyber, che mette a repentaglio tutti i presupposti sui quali si basa il buon funzionamento dell’Internet commerciale e di tutti i servizi, online e offline, che fanno affidamento su di essa.”

 


maggiori informazioni su:
www.clusit.it



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