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Via libera dalla Camera ai controlli biometrici nella Pa

12/04/2019

ROMA - Con l’approvazione in seconda lettura del Disegno di legge "Concretezza" (272 voti a favore; 182 i contrari, un astenuto), l’introduzione di sistemi di verifica biometrica dell’identità per combattere il fenomeno dell’assenteismo e della falsa attestazione della presenza del dipendente nella Pubblica amministrazione ha ottenuto, a fine marzo, il via libera dalla Camera. 

Dalle commissioni Affari costituzionali e Lavoro è infatti arrivato l'ok all'articolo 2, che prevede la sostituzione dei cartellini dei dipendenti pubblici con "sistemi di verifica biometrica dell'identità" (impronte digitali e controllo dell'iride) con la finalità di rilevare la loro presenza nei luoghi di lavoro e il rispetto degli orari. Il testo deve ora proseguire il suo iter e tornare nuovamente al Senato, che aveva già dato approvazione il 6 dicembre 2018, essendo stato modificato da Montecitorio. 

Nell'articolo 2 del testo si legge: “Ai fini della verifica dell’osservanza dell’orario di lavoro, le amministrazioni pubbliche introducono sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorve­glianza in sostituzione dei diversi sistemi di rilevazione automatica, attualmente in uso”. Una novità riguarda il mondo della scuola: niente impronte digitali né videosorveglianza per accertare l'ingresso a scuola degli insegnanti; per quanto riguarda invece i dirigenti scolastici, rimane la verifica della loro effettiva presenza negli istituti, anche se sarà messo a punto un sistema ad hoc.

A destare le perplessità del Garante Privacy è l’introduzione sistematica, generalizzata e indifferenziata, da parte di tutte le pubbliche amministrazioni, delle impronte digitali dei dipendenti, in aggiunta all'installazione di sistemi di videosorveglianza. Per vigilare sugli accessi agli uffici, è indicato infatti l'impiego contestuale, non alternativo, di sistemi di videosorveglianza.

In audizione, Antonello Soro aveva infatti parlato di "misura eccessiva", aveva auspicato il ricorso a misure meno invasive in assenza di fattori di rischio, e aveva espresso la necessità di un cambiamento del decreto, ritenuto incompatibile con la disciplina europea sulla privacy oltre che caratterizzato da alcuni aspetti contradditori. I punti del testo che dovrebbero essere oggetto di modifica sono due: l’alternatività del ricorso alla rilevazione biometrica e alle videoriprese; l’ammissibilità della rilevazione biometrica in presenza di effettivi e specifici fattori di rischio, motivati dalle dimensioni dell’ente pubblico, dal numero dei dipendenti e infine da una valutazione della ricorrenza di "situazioni critiche".  

Il ministro Giulia Bongiorno aveva replicato sostenendo che il sistema che verrà adottato trasforma l’impronta in caratteri alfanumerici, in modo che il dato non sia avviato integralmente, ma solo in parte, all’amministrazione. Prima dell’approvazione dei decreti attuativi sarà in ogni caso obbligatorio il parere del Garante Privacy.

 

 

    



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