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"Cyber & Digital Protection": indagine sul Cybercrime di Europ Assistance

19/02/2019

MILANO - Anche se gli italiani sono tra i più consapevoli e preoccupati sui rischi dei crimini informatici - la percezione dell’“esposizione personale” ai rischi informatici, nel nostro paese, è tra le più alte d’Europa - meno di un italiano su due (48%) protegge il proprio smartphone da possibili virus o malware. 

La ricerca, condotta a dicembre 2018 dal Gruppo Europ Assistance e sviluppata con LEXIS Ricerche in otto paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Romania) e negli Stati Uniti con il metodo delle interviste online (800 persone per Paese) rivela che il 55% degli italiani, contro una media europea del 47%, è interessato ai nuovi sistemi potenzialmente disponibili sul mercato per la protezione della propria impronta digitale.

 

Questo interesse cresce con la presenza di bambini e adolescenti in famiglia, così come di anziani. Se le intenzioni di acquisto di uno di questi servizi a protezione dei propri dati risultano superiori rispetto a quelle del 2017, gli Italiani si dichiarano estremamente interessati a sistemi di prevenzione e sarebbero disposti a pagare per una copertura contro i rischi informatici. Dopo Austria e Spagna, l’Italia è tra i Paesi con una disponibilità di pagamento più alta (tra i 5 e i 10 euro al mese). 

Gianluca Zanini, Chief Sales & Marketing Officer di Europ Assistance Italia, ritiene che conoscere il grado di consapevolezza dei consumatori nei confronti dell’importanza di questi dati sensibili e dei rischi di cui sono oggetto, consente di mettere a punto sistemi di cyber security facili e immediati.

 

 

“La nostra vita digitale sta cambiando identità - osserva. "Quello che prima facevamo solo su pc, ora riusciamo a farlo anche dal cellulare. Sono in forte aumento le app che ci consentono di gestire con un touch operazioni bancarie, l’attivazione di polizze con una semplice firma digitale, dal telefono gestiamo i pagamenti delle utenze di casa e possiamo programmare l’avvio della lavatrice. Tutto questo patrimonio di informazioni personali va protetto al pari di qualunque altro patrimonio”.

 

Cyber risk, i timori più diffusi 

 

La consapevolezza dei rischi di esposizione ai crimini informatici è alta in tutti i Paesi interessati dall’indagine, in particolare per quanto riguarda quelli legati a virus e malware. Il rischio di furto di identità è molto temuto negli Stati Uniti e meno diffuso nei paesi europei, mentre il phishing e il ransomware sono rischi nel complesso meno noti.

 

Gli Italiani, che dichiarano una certa familiarità con i rischi principali (virus e malware), sono però tra gli ultimi per quanto riguarda la conoscenza di adeguate contromisure. Solo il 32% (con una media EU del 37) è informato su soluzioni di protezione. Negli Stati Uniti si registra invece una media del 65% di consumatori attenti a questo genere di soluzioni.

Come accennato , la percezione dell’“esposizione personale” ai rischi informatici nel nostro paese è tra le più alte d’Europa. Il 39% degli Italiani si dichiara vulnerabile al pericolo di attacco informatico e furto d’identità - a fronte di una media Europea del 30% - raggiungendo il dato USA.

Nel nostro paese, il timore si eleva quando il focus si sposta su bambini e anziani: livelli che arrivano al 42% quando riguarda i minori (tra le più alte in Europa insieme a Spagna e Romania) e al 37% - la più alta in Europa insieme alla Spagna – quando il tema è legato ai genitori anziani.

Il furto di identità

Uno dei temi centrali della ricerca è quello del furto di identità: l’attenzione degli Italiani e la relativa preoccupazione di rimanere vittima di un furto d’identità è tra le più alte d’Europa (il 55% si dichiara da “abbastanza” a “molto preoccupato” di questa eventualità), +10 punti percentuali rispetto alla media Europea e seconda nel continente solo alle preoccupazioni degli spagnoli.

In relazione all’utilizzo di internet, gli Italiani si allineano al dato degli Stati Uniti e sono per più della metà dei casi ‘abbastanza’ o ‘molto preoccupati’ dall’eventualità di furto d’identità nel quotidiano utilizzo del web. La violazione della privacy con relativo monitoraggio delle proprie abitudini di navigazione, di siti web visitati e acquisti effettuati online è una apprensione superiore di otto punti rispetto alla media europea, mentre preoccupano, quasi allo stesso livello, l’attuazione di crimini online a proprio nome e con i propri dati personali, il reperimento delle informazioni per accedere all’abitazione e l’hackeraggio della propria email.

 

 



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