Le recenti elezioni americane hanno oscurato un’importante vicenda di cui di recente molto si è parlato nel nostro Paese: quella dei “dossieraggi”. I media ora non si esprimono, anche a causa dei vari “omissis” che compaiono sulle carte, e sono tanti gli aspetti da considerare, oltre quello giudiziario: il controllo, la prevenzione e la protezione delle banche dati.
Ginevra Cerrina Feroni, costituzionalista, Vice Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, svolge alcune riflessioni su questo tema fondamentale.
"C’è un grande problema politico non ancora percepito nella sua gravità - osserva - oggi il potere lo detiene chi controlla i dati personali, e proteggere i dati personali è tutelare la democrazia”.
Sulla questione dei cosiddetti “dossieraggi”, vicenda che riguarda molti profili: sicurezza pubblica, mancati controlli, privacy: "Ci troviamo -osserva - di fronte a un fenomeno dai contorni preoccupanti e che ha visto un numero crescente di casi critici negli ultimi mesi. La presenza di un supposto gigantesco “mercato” di dati personali esfiltrati dalle più grandi banche dati pubbliche minerebbe le fondamenta del nostro ordinamento democratico, con due principali implicazioni."
"In primo luogo, avremmo constatato una sistematica violazione di un diritto fondamentale quale quello alla protezione dati dei cittadini, oltre che dei decisori pubblici. Poi entrerebbe in gioco l’enorme tema della difesa dell’integrità dello Stato e delle istituzioni che lo compongono".
Le cronache riferiscono di tre filoni di inchiesta. Il primo riguarda Striano e Laudati. Il secondo l’accesso ai conti, tra gli altri, della presidente del Consiglio; il terzo ruota intorno alla società Equalize. Sono tutti accomunabili alla voce “dati rubati”.
Alla domanda se possa essere rilevata una superiore gravità di uno di essi, la giurista risponde: "I recenti casi di accesso illecito a banche dati come quello di Striano, o la vicenda del bancario pugliese che ha acceduto ai conti corrente di diversi politici, sono tutti ugualmente gravi e hanno un comun denominatore: rendono evidente che la tutela dei dati personali deve tornare al centro di investimenti necessari nel pubblico come nel privato, permeare l’agire politico e amministrativo in modo sistematico e continuativo, non in chiave episodica ed emergenziale. La protezione dei dati personali deve, insomma, rientrare al centro del dibattito pubblico e di interventi strutturali con ricadute a lungo termine perché si tratta di un valore da proteggere, che tocca il cuore della nostra democrazia, la tenuta dell’ordinamento costituzionale, l’effettività dei nostri diritti e libertà."
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