venerdì, 22 marzo 2019

W la Privacy

W la Privacy

Quali sono i dati più esposti alle nuove norme del GDPR in ambito marketing digitale?

12/09/2018

MILANO - Un’indagine condotta nel terzo trimestre 2018 su un campione di 227 dirigenti senior di area marketing da CMO Council e SAP evidenzia che oltre la metà degli intervistati non userà più i cosiddetti "dati comportamentali" degli utenti raccolti dalla navigazione del browser e dallo storico delle ricerche su motori di ricerca online, così da non correre il rischio di incorrere in violazioni del GDPR.

Il GDPR, come è noto in vigore dal maggio scorso, impone la richiesta esplicita del consenso dell’utente online per l’utilizzo dei suoi dati da parte di un’azienda, pena una sanzione che può arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del giro d’affari globale. E’ anche per questa ragione che Google ha semplificato le procedure di cancellazione dei dati di navigazione.

L’utilizzo di questi dati con finalità pubblicitarie prevede l’analisi dei dati raccolti da una pluralità di aziende, coinvolte nella realizzazione di un singolo spot. La maggior parte delle persone non conosce questo processo, che diventa quindi molto complesso per le aziende con l’entrata in vigore del GDPR, dal momento che ognuna di esse dovrebbe chiedere il consenso al trattamento dei dati personali per realizzare un solo spot.

Dall’interpretazione normativa del regolatore dipenderà pertanto in larga misura capire se lo studio delle abitudini di navigazione e dei comportamenti degli utenti online avrà, o meno, un futuro.

 

(Fonte: Key4Biz)



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