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Scuole: non prigioni, ma ambienti sicuri

12/06/2018

MILANO - Il settore education e la sicurezza: un tema quanto mai attuale. Se, infatti, all’estero sono frequenti gli attacchi a scuole e Università, da noi la situazione degli stessi edifici è in troppi casi davvero allarmante. Il mercato, però, è in continua crescita. Anche se il problema resta come non trasformare le sedi educative in prigioni. Le soluzioni tecnologiche ci vengono in soccorso, passando dalle card sempre più intelligenti ai controlli biometrici per ciò che riguarda gli accessi e a sistemi di videosorveglianza non invasivi ma sempre più perfezionati, che utilizzano, per la trasmissione dei dati, il PoE e software di videoanalisi in grado di “discriminare” quello che realmente serve.

All’estero, soprattutto negli Stati Uniti, non si contano ormai più gli attacchi di folli o squilibrati a scuole, campus, Università. Da noi, in Italia, al momento ci si “limita” a pestaggi tra studenti o, ultimamente, a insegnati da parte di genitori furibondi, ma, per contro, la situazione strutturale delle scuole è, come si suol dire, da Terzo Mondo e il dibattito sulla sicurezza si scontra, anche nella aule della politica, con l’esigenza di salvaguardare la privacy degli studenti, in particolare se minori.

Tralasciando le considerazioni di carattere pedagogico e morale e fermandosi solo sugli aridi numeri, la prima cosa da notare è che, secondo l’istituto di ricerca Transparency Market Research, sembra brutto a dirsi, ma i ripetuti attacchi a scuole e Università stanno facendo lievitare questo mercato verticale, insieme con l’esigenza di sistemi di sicurezza sempre più perfezionati e, nello stesso tempo, a basso costo.

Il tema, quanto mai attuale, può essere approfondito leggendo l'articolo di Elvy Pianca al seguente link:

https://www.secsolution.com/articolo.asp?id=594

 



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