martedì, 13 novembre 2018

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Cybersecurity, rafforzata la collaborazione dell'Italia con l'Europa

14/03/2018

ROMA - L'Italia si rafforza e fa rete con il resto d’Europa sulla sicurezza informatica: è stato approvato durante il Consiglio dei ministri, riunitosi lo scorso 8 febbraio, il decreto legislativo che recepisce la normativa dell’Unione europea 1148 del 2016, più nota con l’acronimo “Nis”, network and information security, sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

Per la prima volta, il decreto affronta in modo organico e trasversale gli aspetti in materia di cybersecurity, rafforzando la resilienza e la cooperazione in Europa.

Gli obiettivi principali del provvedimento dell’esecutivo presieduto da Paolo Gentiloni sono tre. In primo luogo “promuovere una cultura di gestione del rischio e di segnalazione degli incidenti tra i principali attori economici”, soprattutto per quanto riguarda gli operatori che forniscono servizi essenziali per il mantenimento di attività economiche e sociali e i fornitori di servizi digitali. Un altro obiettivo è migliorare le capacità nazionali di cybersecurity, oltre che rafforzare la cooperazione a livello nazionale e in ambito Ue.

Queste misure puntano a garantire l’efficienza delle infrastrutture critiche e la continuità dei servizi essenziali, come energia, trasporti, salute, finanza, e dei servizi digitali, come motori di ricerca, servizi cloud, piattaforme di commercio elettronico.

Il decreto dispone così “l’adozione di misure tecnico-organizzative per ridurre il rischio e limitare l’impatto di incidenti informatici e l’obbligo di notifica di incidenti con impatto rilevante sulla fornitura dei servizi. Parallelamente – viene spiegato da Palazzo Chigi – il testo individua le Autorità competenti ‘Nis’ e i rispettivi compiti, svolti in cooperazione con le omologhe autorità degli altri Stati membri, nonché il Computer security incident response team (Csirt) nazionale, con compiti di natura tecnica nella prevenzione e risposta ad incidenti informatici svolti in cooperazione con gli altri Csirt europei”.

(Fonte: Corriere Comunicazioni)



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