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ANCI, resi noti i risultati di un'indagine sulla sicurezza in Lombardia

11/12/2017

MILANO - I Comuni della Lombardia utilizzano sempre più diffusamente sistemi di sicurezza, dando grandissima preferenza (93%) alla videosorveglianza integrata e sono sempre più consistenti gli investimenti in questi sistemi. E' la fotografia che emerge dall’indagine presentata a Sicurezza 2017 da Anci Lombardia, per analizzare il livello di diffusione delle tecnologie di security per garantire la sicurezza dei cittadini nei Comuni della regione (campione di 912 Comuni, corrispondenti al 60% del totale e al 69% della popolazione lombarda).

I responsabili della sicurezza urbana, comandanti di Polizia locale e amministratori sono d'accordo nel ritenere che l’adozione di tecnologie avanzate sia essenziale per la prevenzione dei rischi legati alla sicurezza. Circa il 70% dei comuni nell’ultimo anno e mezzo hanno deliberato o approvato spese per sistemi tecnologici per la sicurezza: acquisti, aggiornamenti o integrazioni dei sistemi esistenti. L’80% delle amministrazioni, in accordo con le opinioni espresse dai responsabili di settore, ha scelto il sistema di videosorveglianza integrata, mentre un Comune su tre (31,3%) si è dotato o ha integrato il sistema di controllo degli accessi. A deliberare importi di spesa sono stati soprattutto i Comuni di medie dimensioni, per una cifra compresa tra dieci e quarantamila euro.

L'aumentato livello di sicurezza, soprattutto in presenza di sistemi evoluti e quindi “smart”, va di pari passo con la consapevolezza dell’importanza della protezione dei dati raccolti dai dispositivi, che devono essere tutelati. In questo senso molto è stato fatto ma molto occorre ancora fare, poiché solo poco più della metà dei Comuni censiti dispone di un sistema di cyber security e vi è una scarsa sensibilità nei confronti della sicurezza informatica.

Le nuove tecnologie, soprattutto alla luce del recente Decreto Minniti sulla sicurezza delle città – diventato legge ad aprile 2017 –, si confermano un tema importante intorno al quale organizzare formazione specifica e nuove possibilità di coordinamento territoriale. Così, le aziende che offrono tecnologie avanzate nel campo della security sono chiamate da sindaci ed enti locali a diventare interlocutori, e non solo fornitori, per la creazione di sale operative in grado di monitorare più Comuni di un territorio e studiare mappature del rischio in alcune aree proponendo progetti di sorveglianza specifica.

Se la sicurezza diventa sempre più integrata, sono i cittadini a costituire una nuova chiave di lettura delle strategie di prevenzione. I privati possono mettere a disposizione le proprie dotazioni di sicurezza per coordinarne l’utilizzo attraverso piattaforme condivise con le forze dell’ordine locali e dall’altro lato la consapevolezza e la responsabilizzazione degli abitanti di un centro urbano crea il presupposto per nuovi paradigmi di "sicurezza partecipata", dando vita a iniziative specifiche, come gli assistenti civici, volontari informati in grado di monitorare il territorio e prevenire alcune tipologie di attività criminali.

 


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