giovedì, 21 marzo 2019

W la Privacy

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Privacy Shield, la Commissione Europea dà il via libera

21/10/2017

MILANO – La Commissione Europea ha dato il via libera, anche se con riserva, al Privacy Shield, l’accordo sulla privacy fra Usa e Ue che un anno fa ha sostituito il Safe Harbor. In una nota della Commissione, Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione responsabile per il Mercato unico digitale, ha spiegato: “La Commissione sostiene con vigore l’accordo sullo scudo per la privacy con gli Usa, per rendere i trasferimenti internazionali di dati sicuri, a vantaggio delle imprese certificate, delle imprese, delle Pmi europee e dei consumatori nell’Ue. Il primo esame annuale dimostra il nostro impegno a creare un regime di certificazione solido, munito di un’attività di sorveglianza dinamica.”

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “I trasferimenti transatlantici di dati sono vitali per la nostra economia, ma è necessario proteggere i il diritto fondamentale alla protezione dati personali anche in uscita dall’Ue. Il nostro primo esame mostra che lo scudo per la privacy funziona bene ma che esiste un certo margine per migliorarne l’attuazione. Lo scudo per la privacy non è un documento che giace in fondo a un cassetto. Si tratta di un accordo vivo che l’Ue e gli Usa devono monitorare attivamente per garantire la salvaguardia dei nostri elevati standard di protezione dei dati”.

“Al varo dello scudo per la privacy nell’agosto 2016, la Commissione si è impegnata a riesaminare lo scudo per la privacy con cadenza annuale per valutare se continua a garantire un adeguato livello di protezione dei dati personali – si legge nella nota della Commissione Ue diramata nei giorni scorsi – La relazione è basata sulle riunioni con tutte le pertinenti autorità statunitensi tenutesi a Washington a metà settembre 2017 e sui contributi provenienti da un’ampia gamma di parti interessate (comprese relazioni di imprese e Ong). All’esame hanno partecipato anche le autorità indipendenti di protezione dei dati degli Stati membri dell’Ue”.

 



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