martedì, 20 febbraio 2024

W la Privacy

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Garante Privacy, sanzionati due Comuni per uso illecito di registrazioni audio-video

04/01/2024

Il Garante privacy ha inflitto una sanzione a due Comuni per aver illecitamente usato registrazioni audio-video di un colloquio intercorso presso un Comando di Polizia Locale

L'intervento dell'Autorità è avvenuto a seguito del reclamo di un dipendente di un Comune della provincia di Brescia, all’epoca Vice Commissario di Polizia Locale che, presso gli uffici del Comando di Polizia Locale di un altro Comune, aveva avuto un colloquio con un agente su questioni lavorative e condizioni di lavoro.

La Comandante della polizia locale del Comune presso cui lavorava il reclamante aveva chiesto e ottenuto dall’altro Comune -  facendo riferimento a una non meglio precisata indagine di polizia giudiziaria - le registrazioni audio-video di questa conversazione, immagini riprese dalla telecamera posta all’interno del Comando.

Le registrazioni erano state usate per infliggere una sanzione al Vice Commissario, che si era in seguito dimesso. Il dipendente era poi deceduto ma il Garante, considerata la gravità dell’accaduto, ha proseguito l’istruttoria d’ufficio.

Gli obblighi del datore di lavoro

E' stato ribadito dall’Autorità che il datore di lavoro può trattare i dati personali dei dipendenti solo se risulta necessario per la gestione del rapporto di lavoro stesso e per adempiere a specifici obblighi o compiti che derivano dalla disciplina di settore.

Il Garante ha quindi ritenuto illeciti la trasmissione e l’uso delle registrazioni utilizzate per infliggere la sanzione disciplinare, perché privi di una idonea base giuridica. In particolare, l’Autorità ha rilevato la sproporzione dell’acquisizione dell’audio tramite dispositivi di videosorveglianza, con il rischio di “carpire” informazioni sulle opinioni, relazioni o vicende private dei lavoratori o su fatti comunque non rilevanti nell’ambito del rapporto di lavoro.

Sono diverse le violazioni contestate, dal mancato rispetto della disciplina di settore in materia di controlli a distanza dei lavoratori, alla raccolta di dati non riguardanti l’attività lavorativa, fino alla mancanza di trasparenza nei confronti degli interessati. Inoltre: l’illecita comunicazione dei dati personali del reclamante da un Comune all’altro, la mancata valutazione di impatto in relazione al sistema di videosorveglianza, la violazione del principio di limitazione della conservazione dei dati.

Nel comminare la sanzione ai Comuni, è stato tenuto conto della gravità degli illeciti, ma anche delle loro modeste dimensioni: il Comune che ha raccolto i dati mediante il sistema di videosorveglianza e poi ha trasmesso la registrazione audio video è stato sanzionato per 50.000 euro e a quello che l’ha richiesta e l’ha utilizzata per fini disciplinari è stata applicata una multa di 20.000 euro.

 


maggiori informazioni su:
www.federprivacy.org



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