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Stop cessione credito e sconto in fattura: gravi effetti per target climatici e industria italiana

21/02/2023

Marco Nocivelli, presidente di Anima Confindustria, ha svolto alcune riflessioni in merito all’adozione del decreto-legge in materia di cessione dei crediti, che rimuove la possibilità di optare per la cessione del credito e lo sconto in fattura per i bonus edilizi. Le riportiamo. 

"Una decisione drastica, del tutto inaspettata: l’eliminazione della cessione del credito e dello sconto in fattura rappresentano un danno enorme per le famiglie e per le aziende manifatturiere italianeDobbiamo considerare innanzitutto – dichiara Nocivelli la direzione intrapresa dall’Europa in merito all’efficientamento energetico degli edifici: se in meno di dieci anni dobbiamo portare le nostre abitazioni a più che dimezzare le emissioni, Superbonus ed Ecobonus sono due misure fondamentali per il raggiungimento di tali obiettivi; l’eliminazione dello sconto in fattura e della cessione del credito rallenteranno notevolmente le opere di efficientamento energetico, impedendo ai condomini e alle famiglie – soprattutto quelle meno abbienti – di accedere ai bonus". 

Un ostacolo nella direzione degli obiettivi di efficienza energetica

"Oltre a rappresentare un ostacolo per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica – prosegue Nocivelli – lo stop alla cessione del credito rappresenta un danno economico a tutta la filiera dell’edilizia, che va a colpire direttamente anche le aziende della meccanica e in particolare quelle dell’impiantistica, un comparto industriale che oggi vale oltre il 34% del settore delle costruzioni per numero di addetti.

In questa fase di inflazione galoppante e difficoltà crescenti per le aziende, non possiamo permetterci di fermare i meccanismi che hanno permesso a misure-chiave quali Superbonus ed Ecobonus di accelerare in maniera considerevole il percorso di efficientamento energetico nell’edilizia, e di creare valore economico per migliaia di aziende sul territorio nazionale. Questa ennesima modifica inattesa alla disciplina pone in seria difficoltà molte imprese della filiera dell’edilizia, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro".

 


maggiori informazioni su:
www.anima.it



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