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Dispositivi IoT: occhio ai rischi, anche in azienda

20/10/2022

I dispositivi IoT sono da tempo una realtà: secondo l’Osservatorio Internet of Things, nel 2021 in Italia è stata registrata una forte crescita del mercato IoT con un aumento del 22% rispetto al 2020, raggiungendo i 7,3 miliardi di euro e superando i livelli pre-pandemia. Attualmente gli oggetti connessi attivi in Italia sono 110 milioni, ovvero più di 1,8 per abitante e non deve stupire visto che rientrano nella categoria tantissime tipologie di dispositivi: videocamere di sorveglianza, router, stampanti multifunzione e smart TV, elettrodomestici connessi. Insomma: i device smart fanno ormai parte del nostro quotidiano. Ma ci sono dei rischi.

Spesso viene infatti sottovalutata la sicurezza di questi dispositivi, trascurando che raccolgono una notevole quantità di dati e che spesso vengono utilizzati all’interno di aziende, smart city, infrastrutture critiche, oltre che nelle case.

Secondo un’analisi di Sababa Security, (Primario operatore italiano di cyber security: offre soluzioni per tutelare dal rischio cyber i dispositivi IoT ed è partner di un sistema di monitoraggio, analisi e protezione dei dispositivi OT e IoT, tra cui telecamere IP, elettrodomestici o stampanti, che consente di aggiornare il loro firmware e di modificare le credenziali default con un clic) questi device rappresentano un rischio, in primo luogo, perché sono un punto d’ingresso sulla rete e, se non protetti, potrebbero essere l’anello debole della catena e consentire il passaggio di un potenziale veicolo di attacco nelle aziende e nelle industrie, così come negli ambienti domestici.

In secondo luogo, una volta che la sicurezza di questi dispositivi viene compromessa, permettono l’esfiltrazione di dati e informazioni, anche in questo caso, sia in ambito aziendale che domestico. Non vengono quindi condivisi solo dati sensibili, ma anche informazioni sulle abitudini personali che mettono potenzialmente a rischio l’incolumità delle persone. 

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