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Mercato della sicurezza e reperimento di nuove risorse: il punto di vista delle principali Associazioni

03/11/2022

In base ai dati diffusi dall'Osservatorio Ance 2022, tra le figure professionali più ricercate dalle aziende figurano Tecnici edili ed elettricisti civili. 

Come stanno affrontando il problema del reperimento di nuove risorse il settore della sicurezza, della prevenzione incendi e dell'automazione degli edifici? Quali sono i profili richiesti e quali corsi di formazione è necessario seguire?

Questi interrogativi sono stati posti dagli organizzatori della fiera SICUREZZA ai Presidenti di ANIE Sicurezza, Assosicurezza e AIPS (Associazione Italiana Tecnici Professionali della Sicurezza), e al segretario generale di AIPROS, per cogliere, dal loro punto di vista privilegiato, la situazione attuale del mercato.

Ognuno di loro ha esposto il proprio punto di vista sul tema.

Il tema della competenza

Fin dai primi giorni del settore Fire & Security in Italia, il tema delle competenze è sempre stato centrale” – spiega Giulio Iucci, Presidente di ANIE Sicurezza.

E oggi, alla luce del contesto internazionale in evoluzione e del continuo aggiornamento della normativa di riferimento, questa esigenza si sente ancora più forte: “ Un settore altamente tecnologico come il nostro, che ogni giorno deve affrontare sfide legate alla digitalizzazione, al mondo ICT e cyber security – prosegue Iucci – è alla ricerca di figure specializzate in grado di approfondire la conoscenza del contesto e dell'organizzazione in cui vivono e lavorano, integrando le proprie competenze e garantendo il loro costante aggiornamento in materia di sicurezza, in accordo con un mondo che evolve e cambia rapidamente , sia in termini di innovazione tecnologica che di capacità di gestione della sicurezza .I principali asset sono l'identificazione e la valutazione dei rischi, l'attuazione di strategie, piani, politiche e procedure per la prevenzione dei rischi, la capacità di gestire situazioni di crisi ed emergenza in un'ottica di gestione della sicurezza, nonché il costante aggiornamento tecnico e normativo, la capacità di individuare – attraverso l'analisi dei rischi e la conoscenza delle soluzioni tecnologiche – la risposta più efficiente ed efficace alla domanda di sicurezza espressa dall'utente finale”.

Ma per spingere i giovani ad avvicinarsi alla professione, è importante descriverla nel modo giusto e tutelarla stabilendo standard e certificazioni professionali. Iucci, infatti, conclude: “Dobbiamo lavorare tutti insieme per fare in modo che queste competenze siano 'attraenti' per chi si avvicina al mercato del lavoro; questo può essere ottenuto solo rendendo visibili e ufficialmente riconosciute queste competenze richieste”.

La carenza di "specialisti" e l'importanza della formazione

Anche Assosicurezza esprime analoghe considerazioni. La ricerca di risorse specializzate,  accresciuta dopo i cambiamenti determinati dall'evoluzione tecnologica in senso digitale, ma anche, paradossalmente, dalla massiccia digitalizzazione imposta dal Covid19, risulta infatti problematica.

Alcune aree geografiche che già prima della pandemia conoscevano una forte crescita, anche all'interno della stessa Unione Europea, mostravano una crescente carenza di figure tecniche di ogni tipo, compresi gli 'specialisti' della Sicurezza . Inoltre, per chi richiedeva una certa padronanza delle lingue straniere, o almeno dell'inglese, c'era ancora meno scelta . - spiega il presidente Raffaele De Astis - Con il lockdown la situazione ha subito un ulteriore cambiamento. La ripresa ha portato alla ribalta un nuovo contesto: da un lato, le imprese e le risorse hanno fatto il salto delle competenze digitali, aprendo così nuove opportunità; dall'altro, la repentina ripresa dopo un periodo di totale stallo ha reso ancora più evidente la mancanza di risorse specializzate. Per fortuna l'area di ricerca si è allargata, soprattutto per le aziende che si stanno strutturando digitalmente e con il telelavoro”.

Di conseguenza sono cambiate le competenze richieste, ma lo stesso sta accadendo con l'approccio delle aziende verso le proprie risorse: “ Molte aziende manifatturiere hanno rivalutato l'importanza delle persone, e già nel 2020 stavano investendo per ammodernare i propri reparti risorse umane, puntando sui corsi di formazione e curando l'immagine della propria azienda per renderla più appetibile agli occhi dei potenziali neoassunti . Per molte aziende a conduzione familiare il focus sulle risorse umane è sempre stato un pilastro, ma negli ultimi anni questo focus si è evoluto” – continua De Astis.

Rispetto alle competenze, “ la formazione deve agire su due livelli paralleli ”. – conclude – “ La formazione tecnica e le hard skills, non bastano più . La formazione nelle competenze umane, le cosiddette soft skill, è ormai diventata essenziale ”.

Il mondo dell'Installazione

In linea con i produttori risulta anche il mondo degli Installatori, nel quale il reperimento di personale qualificato risulta altrettanto difficile. 

"Nel mercato della sicurezza, prevenzione incendi e building automation è davvero difficile trovare personale tecnico specializzato che possa essere immediatamente operativo." - commenta Paolo Gambuzzi , Presidente AIPS - “ Si tratta infatti di settori molto specifici, per i quali un'azienda impiega anni per formare un dipendente sia a livello tecnico che normativo .Una volta formato un tecnico, un'azienda deve anche correre il rischio di 'perderlo' entro un mese se decide di mollare e accettare l'offerta di un concorrente per guadagnare magari qualche euro in più. Non dimentichiamo che la legge consente un preavviso minimo, spesso sproporzionato rispetto al tempo e alle risorse impiegate per una corretta formazione, senza alcuna tutela o compenso per l'azienda stessa”.

Per quanto riguarda il processo di reclutamento, aggiunge:“Di solito, le società di installazione di sistemi di sicurezza cercano dipendenti tra i neolaureati in telecomunicazioni, ingegneria elettrica, elettronica, informatica. Tuttavia, dopo aver terminato le scuole superiori, molti giovani preferiscono proseguire gli studi, e chi si affaccia subito sul mercato del lavoro difficilmente conosce il significato di lavorare come installatore di sistemi di sicurezza. È raro trovare qualcuno disposto a sottoporsi alla flessibilità e disponibilità oraria che la nostra professione richiede per sua stessa natura, nonostante l'adeguata remunerazione che un'azienda può offrire. Per questo, al fine di creare maggiore consapevolezza, credo che si debbano rafforzare e curare le iniziative di formazione scolastica come il tirocinio o l'alternanza scuola/lavoro.”

Il punto di vista di AIPROS

Al fine di aiutare la crescita del mercato della sicurezza e nel contempo tutelare i professionisti che vi si avvicinano, un tema 'a monte' importante è rappresentato anche dal riconoscimento normativo delle figure coinvolte. E' questo il punto di vista di AIPROS.

Per quanto siano numerose, articolate e complesse le norme UNI/CEI per una sicurezza veramente integrata, anche rispetto alla sostenibilità - sia dei prodotti sia dei servizi di progettazione, installazione, gestione e manutenzione - una qualifica/certificazione formale, che è ufficialmente riconosciuta e apprezzata come un valore aggiunto dei professionisti della sicurezza, deve ancora conquistare il mercato.

Pertanto, riteniamo fondamentale completare il lavoro del gruppo di lavoro UNI-CEI per poter finalmente applicare la nuova Norma UNI riguardante le competenze richieste dal mercato ai professionisti che, con incarichi diversi, operano su sistemi HW/SW di sicurezza e tecnologie, e che vorrebbero svolgere la propria attività di progettisti, installatori e manutentori, secondo le normative che in Italia sono associate alla norma UNI-CEI dal 1968”. - commenta Franco Del Conte , segretario generale dell'AIPROS .

“Come AIPROS, da oltre 40 anni cerchiamo di sviluppare e promuovere una cultura della sicurezza integrata che, in un partenariato pubblico-privato con ogni altro stakeholder e senza alcun pregiudizio, abbia a cuore la crescita equilibrata e sostenibile del mercato, della libera impresa e delle libere professioni, e utilizza la norma UNI EN ISO 31000 come principale strumento operativo per ridurre l'indeterminatezza del rischio d'impresa. riconoscimento normativo di tutti gli attori della filiera, dalla progettazione all'installazione, fino all'esercizio e manutenzione dei sistemi di sicurezza, con professioni qualificate (Legge 4/13) e/e certificate UNI/CEI anche se già standardizzate”.


maggiori informazioni su:
www.sicurezza.it



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