giovedì, 1 dicembre 2022

W la Privacy

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Consumatori, dati personali, Intelligenza artificiale e imprese

31/10/2022

Da parte dei consumatori italiani vi è una forte richiesta di maggiore trasparenza sull'utilizzo e sulla protezione dei dati personali da parte delle imprese. Un numero sempre più elevato di  utenti si dice favorevole all'uso dell'intelligenza artificiale nel trattamento dei dati ma teme per la gestione da parte delle aziende delle informazioni in loro possesso.

Sono dati che emergono dal Cisco Consumer Privacy report 2022, l'annuale analisi globale relativa alla percezione e ai comportamenti dei consumatori in materia di privacy. Stando ai risultati di questa ricerca, gli utenti di tutto il mondo si stanno attivando sempre più per incrementare la protezione dei propri dati.

"Le aziende devono spiegare le loro pratiche in materia di dati in termini semplici e renderle prontamente disponibili in modo che i clienti e gli utenti possano capire come vengono utilizzati - sottolinea Harvey Jang, vicepresidente di Cisco, "non si tratta solo di un obbligo legale: la fiducia verso le imprese dipende anche da questo".

Una questione di rispetto

Dalla lettura del report emerge che l'81% degli intervistati in Italia è d'accordo sul fatto che il modo in cui un'azienda tratta i dati personali è indicativo della considerazione e del rispetto che ha verso i propri clienti. In risposta alla minore fiducia nella capacità delle aziende di proteggere i dati, molti consumatori stanno agendo in autonomia. Il 76% dichiara che non acquisterebbe prodotti da un'azienda di cui non si fida e il 37% di avere cambiato fornitore a causa delle pratiche applicate alla privacy.

Alla domanda che riguarda le altre azioni intraprese per proteggere i propri dati, il 53% delle persone dichiara di controllare le impostazioni dei cookie di un sito web prima di accettarli, mentre il 46% di coloro che hanno in casa un dispositivo in ascolto dichiara di spegnerlo per proteggere la propria privacy. Anche se le tecnologie in continua evoluzione possono frenare i consumatori nell'affidare i propri dati alle aziende, la maggior parte degli intervistati ritiene che i potenziali benefici dell'intelligenza artificiale siano superiori ai rischi, a condizione che venga effettuata una corretta de-identificazione dei dati.

Il 54% (il 67% in Italia) del campione è disposto a condividere i propri dati personali in forma anonima al fine di contribuire al miglioramento dei prodotti e dei processi decisionali basati sugli strumenti di intelligenza artificiale.

I rischi legati all'intelligenza artificiale

L'intelligenza artificiale consente di utilizzare i dati dei clienti per garantire agli stessi esperienze di acquisto personalizzate. Il 43% degli intervistati riconosce che l'intelligenza artificiale può essere utile per migliorare la loro vita, per esempio nello shopping o nei servizi di streaming. Anzi, il 54% del campione ha affermato di essere disposto a condividere il proprio dato personale reso anonimo per aiutare a migliorare i servizi di intelligenza artificiale e il processo decisionale. In molti pensano, quindi, che i potenziali benefici superino gli eventuali rischi, grazie a tecniche di anonimizzazione.

In questo contesto, la maggioranza di organizzazioni (92%) e di consumatori (77%) concorda sul fatto che le organizzazioni hanno il dovere di agire in modo responsabile.

Diversità di vedute di imprese e consumatori

Dal report emerge anche una significativa differenza di pensiero tra aziende e consumatori. Infatti, mentre l'87% delle aziende ritiene di avere dei processi in atto che garantiscono decisioni automatizzate conformi con le aspettative dei loro clienti, il 60% degli intervistati ha espresso preoccupazione per il modo in cui l'intelligenza artificiale utilizza i dati personali.

Gli analisti sottolineano che le aziende possono adottare misure efficaci per risolvere questo problema, tra cui dare ai consumatori l'opportunità di rinunciare all'applicazione dell'intelligenza artificiale, oltre a spiegare in dettaglio come funziona.

Oltre la metà delle persone coinvolte dalla ricerca afferma che il governo dovrebbe svolgere un ruolo di primo piano quando si tratta di proteggere i dati dei consumatori.

Per approfondire questo tema, è possibile proseguire la lettura dell'articolo di Antonio Longo al seguente link


maggiori informazioni su:
www.federprivacy.org



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