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Re Carlo III, tra rispetto dell'ambiente, smart city e cyber sicurezza

12/09/2022

Come ormai tutto il mondo sa, la Regina Elisabetta è morta, lo scorso 8 settembre. Dal 10 settembre 2022 è salito al trono Re Carlo III, suo figlio, quasi 74 anni, preparato ad accogliere tutte le responsabilità del ruolo a cui era destinato dalla nascita.

Dotato di una grande propensione alle tematiche green, Carlo III, al vertice della COP26 sul clima a Glasgow nel novembre 2021, aveva chiesto di moltiplicare gli sforzi nella lotta contro il riscaldamento globale. La sua forte coscienza ecologista lo ha portato, all'età di 21 anni, a tenere il suo primo discorso su questioni ambientali in veste di presidente del Welsh Countryside Committee. Per ridurre la sua impronta di carbonio, solo per fare un esempio, ha utilizzato caldaie a biomassa per il riscaldamento di Birkhall, dove ha provveduto a installare una turbina idroelettrica nel fiume che scorre accanto alla tenuta. 

Ma quale è la situazione nel Paese di cui è diventato re? Come è - andando oltre con il discorso - il livello di protezione delle infrastrutture della Gran Bretagna necessarie a questa auspicata e necessaria transizione tecnologica e digitale, premesse per dare vita a scenari smart, rispettosi dell'ambiente e in grado di garantire la sicurezza delle sempre più preziose  risorse idriche ed energetiche?

La regina Elisabetta II e il marito, il principe Filippo avevano inaugurato il 14 febbraio 2017 a Londra, il Britain’s National Cyber Security Centre (Ncsc), centro per la lotta agli attacchi informatici e il re Carlo III dovrà dimostrarsi altrettanto sensibile ai temi della sicurezza informatica, essenziale per garantire alle città la possibilità di evolversi nella direzione che il nuovo sovrano inglese auspica.

Uno scenario smart e green

Il National cybersecurity center (Ncsc) del Governo Britannico ha pubblicato circa un anno fa una guida dedicata alla cybersecurity nelle smart city della Gran Bretagna. E' sata messa a disposizione delle amministrazioni pubbliche per proteggere le aree urbane, le reti di servizi e approvvigionamento di risorse energetiche ed idriche, ma anche le infrastrutture per la mobilità e i trasporti, la sanità e la scuola, la Difesa e la logistica, quelle per la gestione dei rifiuti e la pubblica sicurezza.

Sarà tutto connesso con tutto, e in questo scenario “smart” presto si troveranno a muoversi le imprese, le Istituzioni, la grande industria e gli stessi cittadini. Le aere urbane saranno spazi collettivi di connettività, tra reti 5G e internet delle cose, anche se la preoccupazione primaria sarà il livello di protezione delle infrastrutture strategiche necessarie al compimento di questi processi di transizione.

Un ambiente migliore, una vita migliore

La transizione digitale migliorerà la qualità delle nostre vite e contribuirà a proteggere l’ambiente, ma è essenziale prendere provvedimenti di cybersecurity ora per rendere i luoghi connessi più resistenti agli attacchi informatici. I leader e gli innovatori locali dovrebbero seguire i principi che hanno ispirato la guida del National Cyber Security Centre, in modo che le nostre città possano sfruttare i vantaggi di un’infrastruttura avanzata connessa a internet, in modo sicuro e protetto”, ha dichiarato il ministro dell’Infrastruttura digitale della Gran Bretagna.

All’interno del documento sono stati individuati alcuni principi guida da seguire, da parte delle amministrazioni pubbliche. Una speciale attenzione è stata posta sulle forniture di soluzioni tecnologiche per la cyber sicurezza delle smart city, sulla formazione del personale amministrativo e tecnico, sulla cybersecurity by design delle infrastrutture più critiche, sulle migliori soluzioni per la protezione dei dati sensibili.

 

 

 



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