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1° Osservatorio su utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle PA, qualche dato sui comuni italiani

30/08/2022

Soltanto lo 0,33% dei comuni italiani utilizza chatbot o assistenti virtuali nei propri siti informativi: 19 si trovano nel Nord Italia (70%), 5 sono al Sud (18%) e 4 al Centro (12%).

Sono dati che emergono dal primo Osservatorio sull'utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle Pubbliche Amministrazioni, documento che verrà aggiornato ogni anno, elaborato dall’Università di Siena insieme a QuestIT, azienda (a sua volta di Siena) specializzata nella realizzazione di tecnologie proprietarie d’intelligenza artificiale. 

Incoraggiare l'impiego dell'IA

Promuovere lo sviluppo delle realtà del territorio attraverso un’analisi dei comuni italiani con l’obiettivo di incoraggiare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno delle istituzioni pubbliche: è stato questo l'intento dell'Osservatorio. Sono 27 le realtà comunali italiane, su quasi 8mila presenti sul territorio, che utilizzano  virtual twin altamente innovativi per supportare i singoli consumatori nella quotidianità: si tratta, come accennato di una percentuale irrisoria, lo 0,33% circa del totale.

Per chiarire quali sono i tratti distintivi di questi chatbot, occorre precisare che essi hanno un’alta capacità di risposta nel 44% dei casi e sono in grado di rispondere a domande di tipo base oltre 6 volte su 10. L’85% dei chatbot utilizza forme di cortesia durante le conversazioni e il 78% di essi è in grado di chiedere all’utente di specificare meglio la sua richiesta nel momento in cui viene formulata la domanda. 

Il 26% dei virtual assistant propone suggerimenti all’utente di riferimento in caso di dubbi o di necessità, il 22% possiede anche capacità conversazionali e il 19% reindirizza automaticamente l’utente sulla pagina web desiderata.

Tali dati derivano da un lungo processo di analisi suddiviso in due fasi: la prima basata sull’utilizzo di un sistema di codifica incrociata utile a verificare l’attendibilità dei chatbot presenti nei siti d’informazione. La seconda, invece, prevedeva interviste da remoto a funzionari e dirigenti comunali per cogliere il loro grado di soddisfazione nei confronti della tecnologia e i potenziali margini di miglioramento.

Il progresso? "A portata di mano"

Stando a quanto raccolto dai colloqui one to one, i professionisti del settore sono entusiasti del servizio – afferma Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT (in foto). I chatbot avvicinano le istituzioni ai cittadini, soprattutto la fascia più giovane. Inoltre, rappresentano un investimento che presenta ampi margini di miglioramento. Questo progetto ci rende molto orgogliosi, in particolar modo, perché noi di QuestIT crediamo nella ricerca, nell’innovazione e nella sinergia con l’Università di Siena perché il nostro percorso ha avuto inizio proprio in qualità di spin-off della stessa accademia.

Vorrei ringraziare la dott.ssa Linda Basile, sotto la cui direzione scientifica è stata condotta l’intera ricerca. Sono convinto che in futuro sempre più istituzioni e realtà comunali abbracceranno tecnologie di ultima generazione per fornire servizi adeguati e specifici ai singoli cittadini: il progresso è a portata di mano e, in qualità di impresa altamente innovativa, siamo e saremo pronti ad accogliere i trend che ne caratterizzeranno la crescita nel corso dei prossimi anni”.   

 

 



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