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Digital Economy and Society Index 2022: l'Italia avanza nel 5G

22/08/2022

Nel Digital Economy and Society Index 2022, l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società europea, l'Italia ha guadagnato due punti e questo è un risultato incoraggiante. 

Laura Di Raimondo, direttrice Asstel-Assotelecomunicazioni commenta: "Il nostro impegno sul rafforzamento delle competenze digitali, di base e avanzate, e in particolare sul percorso di attuazione della missione 1 del Pnrr, proseguirà a beneficio del sistema economico e sociale: crediamo che la riforma del sistema formativo italiano, ridisegnando il rapporto tra scuole e imprese, rappresenti una strada per farci scalare ulteriormente la classifica, nonché sarà centrale per raggiungere gli obiettivi anche lo sviluppo delle competenze Stem e favorire alle ragazze pari condizioni per l’accesso al mondo del lavoro, alla carriera e al salario”.

I passi in avanti dell’Italia 

Il Digital Economy and Society Index 2022, considerato il benchmark europeo della digitalizzazione, ritiene che il nostro paese stia compiendo passi da gigante.

L’Italia – si legge nel report – sta guadagnando terreno e, se si considerano i progressi del suo punteggio Desi negli ultimi cinque anni, sta avanzando a ritmi molto sostenuti -. Negli ultimi anni le questioni digitali hanno acquisito attenzione politica, in particolare grazie all’istituzione di un ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, all’adozione di varie strategie chiave e al varo di molte misure strategiche”.

Sul tema "connettività" l’Italia sta avanzando con decisione, passando dal 23° al 7° posto in un anno, con un punteggio di 61,2, contro una media europea di 59,9. Il progresso di maggior rilievo riguarda la copertura 5G che è passata dall’8% delle aree popolate al 99,7%, cifra che include la percentuale di copertura 5G fornita dalla tecnologia di condivisione dello spettro. L’aumento può essere legato anche agli obblighi di copertura e di utilizzo dello spettro legati ai diritti d’uso delle bande di frequenze assegnate nel 2018, secondo il regolamento stabilito dall’Agcom.

Note positive... e non

Note positive anche sul fronte dell’adozione del cloud nelle Pmi ma tutt'altro che buone per quanto riguarda le competenze: l’Italia sta colmando il divario rispetto all’Unione europea in fatto di competenze digitali di base ma si può ancora oggi affermare che più della metà dei cittadini italiani non possiede nemmeno nozioni essenziali.

La percentuale degli specialisti digitali nella forza lavoro italiana è inferiore alla media dell’Ue e le prospettive per il futuro non sono certo agevolate dagli esigui livelli di iscrizione e laurea nel settore delle Ict. La Commissione: “è assolutamente necessario un deciso cambio di passo nella preparazione dell’Italia in materia di competenze digitali”.

Come sottolinea ancora Di Raimondo, è occorre un grande impegno "sul rafforzamento delle competenze digitali, di base e avanzate, e in particolare sul percorso di attuazione della missione 1 del Pnrr, proseguirà a beneficio del sistema economico e sociale".

(Fonte testo e immagine: www.corrierecomunicazioni.it)

 



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