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Mercato IoT, applicazioni, investimenti e nuovi servizi

26/04/2022

Per l'Internet of Things in Italia è stato un anno importante: il mercato ha infatti fatto registrare una forte crescita, +22% rispetto al 2020, raggiungendo i 7,3 miliardi di euro, al di sopra dei livelli pre-Covid, quando valeva 6,2 miliardi di euro.

Contestualmente si evolve l’offerta di soluzioni IoT, con nuovi servizi di valore, grazie alle grandi quantità di dati raccolti da oggetti connessi: il valore dei servizi raggiunge quota 3 miliardi di euro, circa il 40% del mercato IoT complessivo, con un aumento del 25% rispetto al 2020.

Sono alcuni dei risultati che emergono dalla ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata lo scorso 13 aprile in occasione del convegno “Guardare oltre la ripresa: strategie e investimenti per l’Internet of Things”.

Gli oggetti connessi attivi in Italia sono 110 milioni, circa 1,8 per abitante. A fine 2021 si contano 37 milioni di connessioni IoT cellulari (+9% rispetto al 2020) e 74 milioni di connessioni abilitate da altre tecnologie di comunicazione (+25%). Tra queste, una spinta significativa arriva dalle reti LPWA (Low Power Wide Area) che raddoppiano in un solo anno, passando da 1 a 2 milioni di connessioni. A dare il maggiore impulso sul mercato sono le applicazioni che utilizzano tecnologie di comunicazione non cellulari, 3,9 miliardi di euro, +30%. Mostrano una crescita più ridotta, +6% a 3,4 miliardi di euro, le applicazioni che sfruttano la connettività cellulare.

Grazie al PNRR si aprono grandi opportunità per l’Internet of Things: molti degli investimenti previsti all’interno del Piano, dalla Smart Factory alla Smart City, dallo Smart Building all’Assisted Living, sono relativi ad ambiti nei quali l’Internet of Things può rivestire un ruolo da protagonista, per 30 miliardi di euro di risorse complessive.

Un grande sviluppo e funzionalità avanzate

Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio IoT conferma queste indicazioni:  “Il mercato dell’Internet of Things si trova in una fase di grande sviluppo. Sia dal punto di vista della crescita economica che della consapevolezza dei vari attori. Aziende, Pubbliche Amministrazioni e consumatori sono sempre più interessati a gestire da remoto assets e dispositivi smart, attivandone servizi e funzionalità avanzate. Si assiste poi al lancio di nuove strategie e modelli di business basati sulla servitizzazione e a un generale incremento delle aspettative per il futuro”.

Nei prossimi anni siamo chiamati a una sfida che determinerà il futuro delle prossime generazioni – aggiunge Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things -. La transizione ecologica potrà essere supportata da processi più efficienti, strumenti smart che permettano di ridurre i consumi di energia e di prevedere quando un macchinario ha bisogno di manutenzione, prima che questo si guasti. Su tutti questi fronti l’Internet of Things può svolgere un ruolo importante e la riprova di questo sta nei quasi 30 miliardi di euro contenuti nel PNRR che riguarderanno progetti basati su tecnologie IoT”.

Le risorse del PNRR per rigenerazione urbana, sostenibilità

Le risorse all’interno del PNRR che potranno interessare il settore dell’Internet of Things equivalgono a 29,78 miliardi di euro. 14 miliardi sono stanziati per ambiti che riguardano la Smart Factory, 4 miliardi per l’Assisted Living, in particolare per quanto riguarda la telemedicina.

Il tema Smart City è interessato dai finanziamenti relativi a diverse Missioni: 2,5 miliardi di euro in Rigenerazione Urbana (Missione 5), altri 2,5 miliardi per la Gestione del rischio di alluvione e del rischio idrogeologico (Missione 2). 900 milioni per una Rete idrica più digitale, con l’obiettivo di ridurre le perdite e ottimizzare i consumi. Anche l’ambito Smart Building è presente in maniera trasversale: i temi toccati sono l’efficienza energetica e la sostenibilità. E sempre all’interno di questo ambito rientra parte degli investimenti destinati alle Smart Grid: 3,6 miliardi per migliorare l’efficienza della rete e aumentarne la capacità, così da favorire, ad esempio, il passaggio a riscaldamento e raffrescamento con pompe di calore e, in generale, una migliore gestione della produzione distribuita di energia elettrica.

Ullteriori interventi, accanto a questi ambiti principali, sono legati indirettamente alle tecnologie Internet of Things, per consolidarne l’infrastruttura abilitante, come i quasi 7 miliardi di euro previsti per le reti ultraveloci (banda ultra-larga e 5G), agli 8,4 miliardi destinati al rinnovo di mezzi di trasporto quali treni, autobus e navi, o ancora ai 4,8 miliardi per la digitalizzazione della logistica.

L’Industrial IoT

L’Osservatorio ha condotto un’indagine che ha coinvolto 95 grandi imprese e 302 PMI italiane in ambito Industrial IoT, da cui emerge che ben l’80% delle grandi aziende ha attivato servizi a valore aggiunto basati sull’Internet of Things (+4% rispetto al 2020). “In 2 aziende su 3 – evidenzia Giovanni Miragliotta, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet of Things – il contesto legato al Covid ha avuto ripercussioni sulle decisioni di investimento in nuovi progetti di Industrial IoT. Il 36% delle grandi imprese e il 40% delle PMI ha deciso di aumentare gli investimenti. Una percentuale più bassa, rispettivamente il 31% e il 23%, ha invece ridotto il budget destinato a questi progetti. Il fatto che sia maggiore il numero delle imprese che ha deciso di investire costituisce un segnale incoraggiante, che può essere in parte attribuito anche agli ingenti investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in area Industria 4.0”.

L'avanzamento delle tecnologie adottate

Le tecnologie Low Power Wide Area (LPWA) in banda non-licenziata risultano sempre più adottate per lo sviluppo di soluzioni IoT, grazie a una "maturità" tecnologica che si sta consolidando e a una sempre maggiore diffusione. “Il 2021 è stato un anno rilevante per le tecnologie LoRaWAN e SigFox – spiega Antonio Capone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet of Things -. LoRaWAN è stato formalmente riconosciuto come standard dall’International Telecommunication Union (ITU-T), il principale ente di standardizzazione delle tecnologie di comunicazione, mentre SigFox ha lavorato per consolidare la sua presenza sul mercato e sul dispiegamento di nuove reti”.

Per quanto riguarda infine il fronte dell’interoperabilità, è in atto l'evoluzione delle tecnologie abilitanti e il rafforzamento degli ecosistemi. Nel corso del 2021 si è consolidato lo sforzo delle aziende membri della Connectivity Standard Alliance (CSA) verso la stesura delle specifiche di Matter, il nuovo protocollo per l’interoperabilità della Smart Home, anche se in in ritardo sulla timeline definita nel 2020. Se si guarda alle prime dimostrazioni, presentate al CES di Las Vegas all'inizio di quest'anno, si osserva un buon livello di avanzamento delle specifiche definite ad oggi e una maturità crescente della tecnologia a supporto degli standard presenti sul mercato.

 



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