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Sicurezza 2021: in primo piano conoscenze e competenze

01/07/2021

MILANO - Divulgare la cultura della sicurezza e valorizzare conoscenze e competenze tecniche, promuovendo la formazione continua: sono questi due dei principali obiettivi con cui A.I.P.S., l’associazione degli installatori professionali di sicurezza, opera da anni nel settore, come punto di riferimento degli operatori.

Di questi temi ha parlato Antonio Avolio, consigliere nazionale e coordinatore del progetto inter-associativo sulla certificazione professionale.

Si tratta di un progetto partito ormai più di un anno e mezzo fa, di cui si è cominciato a parlare proprio durante la scorsa edizione di SICUREZZA.- specifica Avolio – “Stiamo facendo un lungo percorso che speriamo ci porti a una regolamentazione della certificazione attraverso una norma UNI, che sarebbe bello annunciare proprio in occasione di SICUREZZA 2021, il prossimo novembre a Fiera Milano, dove ancora una volta A.I.P.S. sarà naturalmente presente”.

Si parla spesso di impianto “a regola d’arte”. Quanto è importante per la qualità e l’affidabilità del risultato finale la competenza dell’installatore?

"La competenza e le conoscenze tecniche di chi si occupa della progettazione e della installazione sono fondamentali se vogliamo realizzare un impianto a regola d’arte. In ambito security, in particolare, sono proprio questi due elementi che permettono di installare secondo le indicazioni del costruttore, ma soprattutto consentono di ridurre al minimo gli allarmi impropri.

In sintesi, sono le conoscenze dell’installatore che permettono di gestire e abbattere le criticità dello stesso impianto. Pensiamo, per esempio, alla protezione perimetrale: installare un sistema efficiente prevede una conoscenza approfondita delle tecnologie, perché l’analisi del rischio, quando parliamo di esterni, deve tener conto di tantissimi fattori che possono determinare allarmi impropri. Sono elementi che solo un installatore che conosce bene il mestiere e la normativa può prevedere e limitare, offrendo al cliente una “perfetta installazione, ovvero una installazione a regola d’arte".

L'importanza di certificare le competenze

Lei è coordinatore del progetto sulla certificazione, a che punto siamo oggi? Il settore è maturo?

"Il percorso è avviato e si sono fatti passi importanti. Già dal 2012, con l’allegato K della norma cei 79- 3, si è dato evidenza dell’importanza di conoscenze e competenze dell’installatore, soprattutto quando si parla di specifiche tecnologie.

A valorizzare le competenze - prosegue Avolio - è poi sicuramente la certificazione volontaria, che oggi esiste a due livelli: EIA, cioè la certificazione dell’esperto che si occupa di progettazione e consegna dell’impianto, e IMI, che invece certifica l’installatore manutentore. È importante sottolineare che si tratta di una certificazione personale, cioè legata alle specifiche competenze e conoscenze di quel singolo professionista e che, se pur volontaria, negli anni sta prendendo sempre più piede. Sono tanti i produttori che oggi la chiedono per entrare a far parte della loro rete di installatori certificati e spesso è richiesta anche in gare pubbliche, a tutela di chi fa il bando di gara, ma soprattutto per avere la certezza di affidarsi a professionisti esperti.

Per questo mi auguro che i tempi siano ormai maturi per passare a una certificazione cogente, che non va vista come un limite, ma come una opportunità. Come dico spesso nei corsi di formazione, la norma è una linea guida, non qualcosa che si subisce, anzi è una tutela all’operato stesso dell’installatore e addirittura può diventare una leva commerciale nella presentazione dell’offerta al cliente. La competenza rende competitivi e soprattutto permette di aprire gli occhi al cliente che spesso si trova a dover raffrontare offerte differenti. Sapere evidenziare i limiti di un’altra proposta significa poter magari ottenere quell’incarico".

L'analisi del rischio

Come può un cliente capire se un installatore è affidabile?

"È possibile anche dalle sue stesse parole: un installatore cosciente della normativa non dirà mai “vado a fare un sopralluogo”, ma “vado a fare l’analisi del rischio”.

Non basta infatti fare un giro nel sito da mettere in protezione, bisogna raccogliere informazioni complesse e fare una check-list, perché solo dall’analisi del rischio possono emergere gli elementi essenziali per costruire un’offerta su misura, che porti al giusto compromesso tecnico-economico, senza incorrere nel rischio di un impianto non efficace.

L’analisi del rischio è una cosa seria, che nasce da una conoscenza specifica e tecnica e non può essere fatta da chiunque. Ed è in questo principalmente che un impianto professionale si differenzia, per esempio, da un impiantino plug and play che un utente qualunque potrebbe decidere di installarsi autonomamente.

Non dimentichiamo, poi, che alla conoscenza e alla competenza è legata la gestione della responsabilità: chi installa impianti ha una specifica responsabilità civile e penale e deve essere abilitato alla lettera B. Ecco perché un installatore serio realizza impianti certificati e rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08, proprio perché è consapevole della efficacia e del valore di quello che ha installato. Scegliere un professionista serio non vuol dire solo avere certezza di un impianto funzionante, ma essere certi di aver tutelato i propri beni e soprattutto la propria famiglia. Quando parliamo di impianti residenziali, talvolta la variante economica può indirizzare a scelte differenti, ma spesso non si pensa che un mancato funzionamento di un allarme può mettere a rischio i propri affetti. Anche questo dovrebbe essere un elemento che l’installatore di livello presenta al cliente, che poi farà le proprie scelte.

E infine, lasciatemelo dire, certamente un installatore iscritto ad A.I.P.S. può offrire una garanzia di professionalità al cliente".

(Fonte testo e immagine: www.sicurezza.it)


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