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Franco Gabrielli, necessaria un’agenzia nazionale per la cybersecurity

05/05/2021

ROMA -  Franco Gabrielli, autorità delegata ai servizi di informazione e sicurezza, ha espresso l'intenzione di creare un’agenzia sul tema sicurezza cibernetica, che avrebbe tre funzioni decisive: deve avere un approccio olistico e trasversale; deve attuare le capacità di resilienza, cioè “reggere e resistere di fronte a minacce e attacchi di varia natura” e distaccarsi dai Servizi segreti, quindi DIS e servizi informativi nazionali e internazionali.

"È arrivato il tempo di creare un’agenzia che tratti in maniera olistica il tema della sicurezza cibernetica - spiega. Dobbiamo affrancarci da una modalità emergenziale: la nuova struttura deve stare presso la Presidenza del Consiglio e deve sviluppare nel Paese le capacità di resilienza, cioè di reggere e resistere di fronte a minacce e attacchi di varia natura. Un’esigenza oggi primaria".

La complessità della resilienza

Quella della resilienza è una capacità non sempre è presente, a tutti i livelli. Gabrielli ritiene sia indiscutibile e importante la funzione che sulla cyber, dal 2017, è stata svolta dal comparto intelligence: la definizione del perimetro di sicurezza cibernetica, i Dpcm di attuazione, i centri di valutazione. A suo parere, e su questo è molto deciso, occorre ora però sia concepita una struttura "esterna al comparto intelligence, perchè quest’ultima si occupa di un aspetto ma non della complessità della resilienza. Dobbiamo affrontare il tema in modo più strutturale".

Gabrielli rivendica anche la necessità "di un salto di qualità tra pubblico e privato fondato su trasparenza e correttezza di rapporti", in cui la capacità di segnalare in tempo reale, proprio in base all’attuazione del perimetro cibernetico, i problemi di attacco delle singole aziende, dalla più piccola alla più grande, recherebbe con sé un essenziale valore aggiunto. Annuncia inoltre la revisione del Dpcm in attuazione del perimetro cibernetico con le regole per le aziende in caso di incidenti, dopo un prevedibile periodo di sperimentazione, nel quale si ascoltano le esigenze dei soggetti destinatari.

Per Stefano Mele, avvocato specializzato in privacy e cybersecurity e presidente della Commissione sicurezza cibernetica del Comitato Atlantico Italiano, il sottosegretario Gabrielli ha acceso i riflettori su uno dei temi più rilevanti per il futuro del Paese. Auspica che le sue parole trovino un sollecito riscontro nell’attività del governo Draghi, perché l’attuazione del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica avrà un impatto considerevole sulle aziende private e sugli operatori pubblici che proprio nell’agenzia potrebbero trovare un interlocutore unico. Grazie a queste caratteristiche, la nuova struttura potrà sviluppare le fondamentali sensibilità per supportare l’operatività delle aziende e della p.a.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

 



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