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Finanziamenti ministeriali per sistemi di videosorveglianza: fondi a oltre 200 Comuni

11/04/2019

ROMA- I Comuni italiani che avranno accesso ai finanziamenti ministeriali per il potenziamento degli impianti di videosorveglianza urbana saranno oltre 200.

Per l’attivazione di questi progetti, finalizzati ad accrescere la sicurezza delle città e che sono stati presentati la scorsa estate, potranno essere utilizzati 30 milioni di euro: lo ha confermato il Ministero dell’Interno con il decreto 28 febbraio 2019, pubblicato sul sito della Polizia.

Il dl 14/2017 ha infatti previsto un cofinanziamento a fondo perduto degli impianti di videosoorveglianza urbana. Per individuare le modalità di presentazione delle richieste di ammissione al beneficio, si è reso necessario adottare un decreto ad hoc.

Diversi i criteri di valutazione delle domande, tra i quali l’indice di delittuosità e la grandezza del comune. La graduatoria finale che individua complessivamente 2427 soggetti ha premiato immediatamente 428 comuni, assegnando inizialmente a numerosi enti 37 milioni di euro. Ai sensi dell’art 35-quinquies del decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito nella legge 1° dicembre 2018, n. 132 e dell’art. 11 bis, comma 17, del decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito nella legge 11 febbraio 2019, n. 12, l’autorizzazione di spesa dell’art. 5 del dl 14/2017 è stata però incrementata di 30 milioni di euro per l’anno 2019.

Per questo motivo, il Ministero ha adottato il decreto 28 febbraio 2019, che ora autorizza lo scorrimento della graduatoria fino alla posizione n. 646, a copertura di questo importo. Saranno quindi 217 i comuni pronti a partire con nuovi sistemi di videosorveglianza. Quelli che hanno presentato semplici progetti di fattibilità tecnica dovranno affrettarsi per formalizzare tutti gli atti di gara e gli impegni di spesa.

Sarà anche necessario prevedere quale tipologia di rapporto interforze andrà realizzato sul territorio con i nuovi sistemi di videosorveglianza: senza un’analisi preventiva dell’impegno condiviso, nel rispetto della privacy, delle linee guida sottoscritte dalla Conferenza stato città il 26 luglio 2018 e della complessa normativa tecnica correlata, è elevato il rischio di spendere male queste risorse.

 

(Fonte: Italia Oggi 2\4\2019; Autore: Stefano Manzelli)  

    



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