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Genova, videosorveglianza fuori dalle scuole contro lo spaccio

10/12/2018

GENOVA - Si parla molto di videosoveglianza come strumento di contrasto di fenomeni ormai all'ordine del giorno nel nostro Paese e che con l'aiuto della tecnologia si cerca di arginare o eliminare: abbandono di rifiuti, discariche abusive, incendi dolosi dei rifiuti stessi, violenza contro bambini e anziani in contesti come asili, scuole, strutture assistenziali.

Da Genova, molto attiva sul fronte del potenziamento del sistema di videosorveglianza della città proprio con queste finalità, giunge un altro esempio concreto, che potrebbe diventare un vero e proprio modello da seguire a livello nazionale. Quasi 200 mila euro sono stati destinati infatti a un progetto lodevole, quello del contrasto al fenomeno dello spaccio davanti alle scuole.

Si partirà con 45 nuovi occhi elettronici sulle aree attigue alle scuole superiori cittadine. Al momento, la giunta - su proposta dell’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino, di concerto col collega titolare della delega ai Servici civici, Matteo Campora - ha deliberato la richiesta di accesso ai contributi previsti dalla circolare con la quale il Viminale, nell’agosto scorso, ha messo a disposizione i finanziamenti del Fondo unico della giustizia (comparto “Scuole sicure”).

L’amministrazione ha poi corredato la domanda con la lista dei punti che vorrebbe sottoporre al monitoraggio costante degli impianti di videosorveglianza. Le singole installazioni non si sovrapporranno a sistemi già installati, ma si integreranno ad essi, per ampliare le maglie di una rete pensata per prevenire i reati, più che per reprimerli.

 

 



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