La carenza di talenti nella cybersecurity continua a rappresentare una minaccia concreta per la resilienza delle imprese. Si stima che a livello globale manchino tra i 2,8 e i 4,8 milioni di professionisti qualificati, e le piccole e medie imprese (PMI) ne risentono in modo particolare. Con budget contenuti, team già sotto pressione e competenze interne limitate, molte PMI faticano a implementare anche le misure di sicurezza più basilari. Il report Global Cybersecurity Outlook 2025 evidenzia che il 39% delle organizzazioni considera la carenza di competenze una barriera significativa alla resilienza, e solo il 14% ritiene di avere le figure professionali adeguate. Questi gap incidono non solo sulle attività quotidiane di sicurezza, ma anche sulla capacità di rispettare normative e standard come GDPR, HIPAA, PCI DSS e ISO 27001, che prevedono ruoli, processi e controlli tecnici ben definiti.
Impatto sulla compliance
La mancanza di personale adeguatamente formato rallenta procedure essenziali come il rilevamento e la risposta agli incidenti, limita le attività forensi e complica gli obblighi di comunicazione. Secondo l’IBM Cost of a Data Breach Report 2024, le organizzazioni con carenze di organico hanno sostenuto in media 1,76 milioni di dollari in più in costi legati alle violazioni, soprattutto a causa dei tempi di permanenza più lunghi e di processi di mitigazione meno efficienti. Per le PMI questo livello di esposizione non rappresenta soltanto un rischio economico, ma anche un ostacolo al mantenimento della fiducia e alla conformità normativa. Con standard sempre più rigorosi e orientati alla sicurezza, la mancanza delle competenze necessarie comporta il rischio di non riuscire a tenere il passo.
Strategie per le PMI
Anziché provare a replicare strutture tipiche delle grandi aziende, le PMI dovrebbero adottare strategie mirate e sostenibili, in linea con il proprio profilo di rischio e le risorse disponibili.
I benefici per la compliance
Colmare il deficit di competenze non è soltanto una necessità tecnica, ma anche un acceleratore per la compliance. Grazie all’adozione di servizi esterni, strumenti mirati e attività di formazione, le PMI possono predisporre le basi per soddisfare requisiti normativi sempre più articolati.
Tempi di rilevamento e risposta più rapidi sono particolarmente importanti per standard come GDPR e HIPAA, che prevedono la notifica delle violazioni entro termini stringenti (72 ore per il GDPR). Log mantenuti correttamente e controlli granulari degli accessi aiutano invece a soddisfare PCI DSS e ISO 27001, diventando un elemento distintivo anche per la cyber insurance, che richiede prove tangibili di monitoraggio efficace e gestione degli incidenti. Anche i rischi legati ai fornitori possono essere gestiti in modo più efficace con il supporto di MSSP o MDR, mentre la formazione del personale contribuisce a soddisfare gli obblighi relativi alla consapevolezza degli utenti.
Per le PMI, il percorso passa da una combinazione equilibrata di strumenti agili, partner affidabili e maggiore consapevolezza interna. Un approccio pragmatico che consente di affrontare la carenza di competenze e costruire una base solida, sicura e conforme per il futuro, orientata a un principio di prevention-first.
Articolo di Sabrina Curti, Marketing Director di ESET Italia
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www.eset.com/it/
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