Il processo di digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane compie ogni giorno un passo avanti. Questo stesso processo, tuttavia, sta rendendo le aziende bersagli privilegiati dai 𝗰𝘆𝗯𝗲𝗿𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶. "Se vogliamo davvero governare - osservano da AIPSA - questa transizione digitale, le istituzioni pubbliche da sole non sono sufficienti. Occorre un lavoro sinergico".
Stando ai dati dell'ultimo report presentato dal Centro Studi G. Tagliacarne nella sede dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e riportato anche dal Sole24Ore, nel corso dell’ultimo anno il 37% delle piccole e medie imprese italiane ha subito almeno un attacco informatico. La buona notizia è che le difese si stanno alzando, anche se con un ritmo ancora insufficiente.
Come ha sottolineato ieri il presidente Alessandro Manfredini, intervenendo a margine dell’iniziativa organizzata in ACN, dalla Fondazione Cavalieri di Gran Croce, a Roma, "se si vuole cambiare passo occorre che ciascun attore si assuma le sue responsabilità."
La sicurezza è infatti sempre più un sistema complesso, fatto da una somma di interessi particolari che trovano soddisfazione solo se tutti i soggetti coinvolti marciano nella stessa direzione. È il principio cardine della sicurezza partecipata, le cui basi poggiano su un partnernariato pubblico-privato che vede aziende e istituzioni svolgere un lavoro complementare a beneficio dell’interesse comune nazionale.
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