Il livello di preparazione delle aziende a livello globale di fronte agli attacchi informatici? E' basso.
Lo "riferiscono" i dati riportati dal Cybersecurity Readiness Index 2025 di Cisco, secondo i quali soltanto il 4% delle organizzazioni nel mondo ha raggiunto un livello di preparazione “maturo” per affrontare con efficacia le attuali minacce. Questa percentuale è cresciuta solo del’1% rispetto allo scorso anno, quando solo il 3% delle organizzazioni era stato classificato “maturo”. Siamo dinanzi a un dato allarmante, soprattutto in un contesto in cui iperconnettività e intelligenza artificiale introducono nuove sfide per i professionisti della sicurezza.
Come l'IA sta trasformando il settore della sicurezza
"La trasformazione portata dall’intelligenza artificiale all’interno delle imprese sta introducendo una nuova classe di rischi, di portata senza precedenti. Questo scenario esercita una pressione crescente sia sulle infrastrutture che su chi è chiamato a difenderle," osserva Jeetu Patel, Cisco Chief Product Officer. "Il rapporto di quest’anno evidenzia ancora una volta gravi lacune nella preparazione alla sicurezza informatica e una preoccupante mancanza di urgenza nell’affrontarle. Le organizzazioni devono ripensare con tempestività le proprie strategie, altrimenti rischiano di rimanere indietro — o addirittura irrilevanti — nell’era dell’intelligenza artificiale."
L’intelligenza artificiale sta dunque trasformando il panorama della sicurezza, ma allo stesso tempo contribuisce all’aumento delle minacce. Nell’ultimo anno, in Italia, 8 organizzazioni su 10 (82%) hanno affrontato incidenti di sicurezza riconducibili all’uso dell’IA. Nonostante questo, solo il 38% degli intervistati in Italia (49% a livello globale) si dichiara certo che i propri dipendenti comprendano appieno le minacce legate all’intelligenza artificiale, e appena il 30% (48% a livello globale) ritiene che i propri team abbiano una chiara comprensione di come i cybercriminali stiano sfruttando l’IA per condurre attacchi sempre più sofisticati. Queti divario di consapevolezza espone le organizzazioni a rischi significativi.
Il Cybersecurity Readiness Index 2025 di Cisco prosegue la sua analisi sottolineando che nell’ultimo anno il 39% delle organizzazioni italiane (49% a livello globale) ha subito attacchi informatici a causa di infrastrutture di sicurezza frammentate e di soluzioni eterogenee. Guardando al futuro, il 66% degli intervistati in Italia ritiene che le minacce esterne - come attori malevoli e gruppi sponsorizzati da Stati - rappresentino un rischio maggiore rispetto alle minacce interne (34%). Questo dato evidenzia l’urgente necessità di adottare strategie di difesa più integrate e semplificate, capaci di fronteggiare con efficacia gli attacchi provenienti dall’esterno.
Una preparazione inadeguata
La preparazione resta stagnante mentre l’IA rivoluziona il panorama della sicurezza. L’intelligenza artificiale sta ridefinendo in modo profondo il panorama della cybersecurity, offrendo sì grandi opportunità ma anche nuove e complesse sfide.
Il Cybersecurity Readiness Index 2025 di Cisco valuta il grado di preparazione delle aziende in materia di sicurezza attraverso 5 pilastri: Identity Intelligence, Network Resilience, Machine Trustworthiness, Cloud Reinforcement e AI Fortification, con l'analisi di 31 soluzioni e capacità. L'indagine ha permesso di raccogliere informazioni dettagliate sulle fasi di implementazione di ciascuna soluzione. Le aziende sono state classificate in quattro stadi di preparazione: Principiante, Formativo, Progressivo e Maturo.
I risultati (negativi) per l’Italia
Il problema della carenza di preparazione in tema di cybersecurity in Italia è preoccupante. La metà delle aziende intervistate (51%) che prevede interruzioni delle attività a causa di incidenti informatici nei prossimi 12-24 mesi. Questo dato si eleva a livello globale, raggiungendo il 71% degli intervistati.
Per affrontare le attuali sfide della cybersecurity, le organizzazioni devono puntare su soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, semplificare le proprie infrastrutture di sicurezza e rafforzare la consapevolezza delle minacce legate all’IA. È fondamentale dare priorità all’intelligenza artificiale per il rilevamento, la risposta e il ripristino degli attacchi, così come affrontare la carenza di competenze specializzate e gestire i rischi legati ai dispositivi non gestiti e al fenomeno dell’IA ombra
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