Sono più di 300 le aziende italiane che potrebbero aver subito, o rischiano di subire se non intervengono in modo rapido, un attacco informatico a causa di firewall vulnerabili. Un’indagine condotta di recente da Cynet, società specializzata in cybersecurity, rivela la portata della pubblicazione sul dark web di dati sensibili sottratti da oltre 15.000 dispositivi protetti da soluzioni Fortinet in tutto il mondo.
“Questi maxi-furti di credenziali non sono semplici violazioni di dati: rappresentano il carburante per attacchi sempre più sofisticati e automatizzati”, commenta Marco Lucchina, Country Manager di Cynet per Italia, Spagna e Portogallo (in foto). “L’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il mondo della cybersecurity: gli hacker sfruttano l’AI per rendere più efficaci tecniche di social engineering, generare exploit automatizzati in tempo reale e perfezionare la classificazione e il commercio dei dati rubati. Per questo, il paradigma della difesa deve cambiare: non si tratta più solo di proteggere i dati, ma di anticipare il rischio.”
Lucchina ritiene che il futuro della cybersecurity si basi su una sempre più forte integrazione tra cyber intelligence e capacità predittive: “Non possiamo più limitarci ad analizzare le minacce dopo che si sono manifestate. Dobbiamo sfruttare l’intelligenza artificiale per incrociare i dati di threat intelligence con le vulnerabilità presenti nelle infrastrutture, riuscendo così a prevedere e neutralizzare un attacco prima che avvenga”.
Le informazioni rubate
Sono molte le informazioni rubate: credenziali VPN, configurazioni di rete e certificati di sicurezza, elementi che potrebbero facilitare nuove intrusioni nei sistemi aziendali, con conseguenze ancora più gravi. A rivendicare l'attacco è il gruppo Belsen, che ha dichiarato che l’operazione – legata a quanto sembra alla vulnerabilità CVE-2022-40684, sfruttata per violare i firewall – si propone di consolidare il proprio nome emergente nella comunità hacker. I dati sono stati raccolti almeno dall’ottobre 2022, ma sono stati resi pubblici solo nel gennaio 2025, aumentando il rischio di utilizzo per attacchi mirati.
L'Italia tra i Paesi più colpiti
L’analisi dei dati sottratti ha identificato 333 aziende italiane tra le vittime della compromissione, collocando l’Italia tra i più colpiti dopo Messico (1.603 aziende), Stati Uniti (679) e Spagna (449).
Il report di Cynet evidenzia una situazione che desta particolare preoccupazione:
Tra i dispositivi più colpiti figurano i firewall FortiGate 40F e 60F, molto diffusi nelle aziende, ma sono coinvolti anche gateway WLAN, spesso utilizzati per gestire reti Wi-Fi aziendali.
Necessario un cambio di approccio
Questo attacco conferma che le aziende non possono più affidarsi a una sicurezza statica. Gli esperti di Cynet sottolineano l’importanza di un approccio Assume Breach: non si tratta più di domandarsi se un attacco avverrà, ma quando; perciò, è necessario un sistema di difesa dinamico e costantemente aggiornato.
Cosa è necessario fare da parte di chi ha subito questa violazione:
maggiori informazioni su:
https://www.cynet.com
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