E' cronaca nota: due organizzazioni criminali di Milano rivendevano in rete video e foto di case, spogliatoi di palestre, piscine e camerini di negozi riprese dai sistemi di videosorveglianza. Con 20 euro si potevano spiare, anche live, i sistemi violati.
Il fatto riporta in superficie il tema della sicurezza dei dispositivi smart: dai citofoni smart che ci consentono di rispondere al corriere da remoto, alle telecamere IP per monitorare casa e figli da smartphone, come pure caldaie, domotica e sistemi d’allarme che si comandano da app e via internet. Il problema è che gli utenti, ma spesso nemmeno le aziende, non sono consapevoli dei rischi che corrono.
Alessio Aceti - CEO di Sababa Security, azienda italiana di cybersecurity, prosegue questa interessante analisi nel testo che segue.
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La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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