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Accesso illecito a telecamere di videosorveglianza private: condannati 5 informatici

Accesso illecito a telecamere di videosorveglianza private: condannati 5 informatici
01/07/2025

Condannati per aver ottenuto e poi messo in vendita l’accesso ai video delle telecamere di videosorveglianza che trasmettevano scene di vita privata di migliaia di persone ignare, installate all’interno di case o esercizi commerciali. Esperti informatici, tra cui alcuni installatori di sistemi di videosorveglianza e domotica, erano in grado di accedere abusivamente alle videocamere, deviando i flussi video su server esterni per poi rivendere le credenziali di accesso su chat private e forum. 

I reati per cui i cinque informatici sono stati condannati sono: associazione per delinquere e detenzione e diffusione abusiva di codici atti all’accesso a sistemi informatici. Le pene irrogate nei loro confronti vanno dai 2 anni e mezzo ai 3 anni e mezzo di carcere, e il processo si è svolto con rito abbreviato, quindi con riduzioni di pena già previste. Le condanne sono state emesse con rito abbreviato dal giudice Cristian Mariani del Tribunale di Milano. Le indagini coordinate dal Pm Giovanni Tarzia hanno fatto emergere che i cinque agivano come una vera e propria rete criminale.

Queste figure si sono "ispirate" a quanto sta accadendo a livello globale: sono 40.000 infatti le telecamere “esposte” su Internet in cui la rete viene scandagliata da programmi informatici che catturano le credenziali di accesso non cambiate o non aggiornate dagli utenti (o addirittura lasciate identiche alle impostazioni di default), oppure che riescono a “forzare” password troppo semplici.

Un maxi archivio

Quando avevano ottenuto il controllo delle telecamere, gli informatici procedevano alla classificazione delle immagini, in base alla location e al contenuto. Il materiale raccolto veniva poi pubblicizzato su una chat in un social russo, VKontakte, dove veniva venduto in criptovalute al prezzo di soli 10 euro per 50 password:

“Benvenuto nel primo canale in Europa dedicato alle spycam. Un maxi archivio dedicato al mondo delle telecamere dove puoi trovare materiale unico: appartamenti, bagni, garage, spogliatoi di palestre e piscine, nightclub, camere di alberghi...”. La pubblicità su Internet non era affatto esagerata: la piattaforma videointercettava la vita privata delle persone “deviandone” le immagini su server esterni, e rivendendo in chat in tutto il mondo le credenziali (nome utente e password) per accedere ai momenti più intimi delle ignare vittime.


maggiori informazioni su:
www.federprivacy.org


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