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Cisco Consumer Privacy Survey 2024: i consumatori italiani conoscono le leggi sulla privacy

Cisco Consumer Privacy Survey 2024: i consumatori italiani conoscono le leggi sulla privacy
10/12/2024

Il Consumer Privacy Survey 2024, uno studio di Cisco sulle percezioni e sui comportamenti dei consumatori in relazione alla privacy dei dati è un'accurata indagine che quest'anno ha evidenziato l'importanza per i consumatori di avere consapevolezza dei diritti alla privacy per rafforzare la propria fiducia nei confronti delle tecnologie emergenti, innanzitutto l'Intelligenza Artificiale (IA).

Il 69% dei consumatori sostiene di essere a conoscenza delle leggi sulla privacy, mentre l’89% si sente più sicuro sapendo che i dati che li riguardano sono protetti in modo adeguato.  Rispetto alla generazione che li precede, i giovani sembrano essere molto attenti al problema: per proteggere la propria privacy, il 49% dei consumatori tra i 25 e i 34 anni ha cambiato azienda o fornitore a causa delle politiche sui dati o delle pratiche di condivisione dei dati, rispetto invece al 18% tra le persone con più di 75 anni.

La nostra indagine sottolinea l'importanza della consapevolezza della privacy per costruire la fiducia dei consumatori nei confronti dei brand e delle tecnologie di IA - dichiara Harvey Jang, Cisco Vice President and Chief Privacy Officer. Quasi il 60% dei consumatori consapevoli delle leggi sulla privacy si sente a proprio agio nell'utilizzare l'IA. Ampliare la consapevolezza e informare i consumatori sui loro diritti in materia di privacy li aiuterà a prendere decisioni informate e a sviluppare una maggiore fiducia nelle tecnologie emergenti.” 

Opportunità e sfide dell'IA generativa 

Un dato di interesse emerso dall'indagine è il fatto che in Italia il 68% dei consumatori ritiene che l'IA possa migliorare la vita quotidiana. Anche se viene riconosciuto il valore della GenAI nel supporto alla creazione di contenuti, gli utenti non nascondono la preoccupazione riguardo alla sicurezza, al potenziale abuso e ai rischi sociali ad essa legati. E' infatti importante, e necessario, un uso responsabile e in piena sicurezza di questa tecnologia. 

Focalizzandosi sul tema della privacy, gli utenti italiani coinvolti dallo studio ammettono di inserire informazioni personali o riservate - tra cui dati finanziari (29%), sanitari (39%) e lavorativi (45%) - negli strumenti di GenAI. Questo accade nonostante l'84% degli intervistati a livello globale esprima preoccupazioni sul fatto che tali dati possano diventare pubblici.

La privacy e la protezione dei dati sono passati dall'essere un concetto poco conosciuto a una vera e propria esigenza per i consumatori, con oltre il 75% a livello globale che dichiara che non acquisterebbe prodotti da un’azienda di cui non ha piena fiducia. Questo si traduce in azioni concrete, con un numero crescente di consumatori che si definiscono "Privacy Active", in particolare tra i più giovani. Per proteggere la propria privacy, il 49% dei consumatori tra i 25 e i 34 anni ha cambiato azienda o fornitore a causa delle politiche sui dati o delle pratiche di condivisione dei dati, rispetto al 18% tra quelli con più di 75 anni.

A livello globale, l'indagine ha inoltre evidenziato che i consumatori tra i 25 e i 34 anni sono i più consapevoli dei propri diritti sulla privacy (64% contro il 33% di quelli sopra i 65 anni). È stato registrato un significativo aumento (36% contro il 28% dell’anno scorso) di quanti esercitano il diritto di accesso, correzione, cancellazione o trasferimento dei propri dati personali tramite le richieste di accesso ai dati (DSAR). Ancora una volta, i più giovani guidano questa tendenza, con il 46% di loro che compie queste azioni, contro solo il 16% di quelli con più di 65 anni.

In Italia, i consumatori utilizzano sempre di più strumenti di sicurezza per proteggere i propri dati: il 71% (67% a livello globale) ha esaminato o aggiornato le proprie impostazioni sulla privacy in app o piattaforme. Il 73% (68% a livello globale) afferma di utilizzare l'autenticazione a più fattori, mentre il 69% (61% a livello globale) ricorre a un password manager per proteggere e tenere traccia delle proprie credenziali.

I dati, una risorsa da tutelare

“I dati sono una risorsa che tutti noi dobbiamo proteggere attivamente,” - sottolinea Anthony Grieco, Cisco Senior Vice President and Chief Security and Trust Officer. “Dall'uso dell'autenticazione a più fattori alla garanzia che gli utenti sappiano in modo chiaro e semplice chi può accedere alle informazioni quando vengono condivise, siamo incoraggiati dalle azioni intraprese dai rispondenti per proteggere le proprie informazioni personali.” 

Il 65% dei consumatori intervistati in Italia (e il 70% a livello globale) ritiene che le leggi sulla privacy abbiano un impatto positivo. Cresce il numero di consumatori favorevoli alla protezione della privacy: il 77% degli intervistati a livello globale (il 76% in Italia) supporta l'adozione di normative uniformi tra paesi e regioni per garantire standard minimi di protezione dei dati.


maggiori informazioni su:
www.cisco.com


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