La consulenza aziendale si concentra spesso sui numeri, in particolare sul controllo di gestione, con l’obiettivo di far tornare i conti, tagliare le spese e semplificare i costi. Leggendo proprio i bilanci, però, emerge chiaramente che la voce di spesa che incide fino al 79% non riguarda forniture o materie prime, bensì il personale. Occorre quindi uscire dalla logica del mero costo e considerare il personale come miglior investimento per il futuro di un’impresa.
Da costo a investimento
Per valorizzare questo potenziale serve però quello che definisco un “aggregatore aziendale”: una figura capace non solo di introdurre procedure e politiche retributive, ma soprattutto di creare ponti tra i diversi reparti, che spesso lavorano isolati o in conflitto. Favorire la comunicazione, rendere trasparenti le informazioni e coinvolgere i dipendenti nelle decisioni permette di aumentare efficienza e redditività, generando fiducia, senso di appartenenza e responsabilità. In questo modo le persone si possono sentire parte attiva del destino dell’azienda.
Per leggere l'articolo di Giuseppe Ligotti - Membro del comitato tecnico scientifico di Conflavoro, partecipa alla stesura dei CCNL, Coordinatore Regionale di Conflavoro Lombardia e Presidente di Conflavoro Varese - questo è il link
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