L’apporto del DPO alla gestione delle risorse umane dell’organizzazione riguarda i lavoratori sotto un duplice aspetto: in quanto soggetti interessati al trattamento e in quanto operatori autorizzati all’accesso ai dati personali e all’esecuzione delle attività di trattamento.
Questo comporta, di conseguenza, che il DPO agisca tenendo debitamente conto del proprio ruolo di garanzia della conformità dei trattamenti dell’organizzazione, ivi inclusi gli aspetti di sicurezza, considerando le istanze degli stakeholder interni ed esterni.
Tale ruolo deve essere però conosciuto - e riconosciuto - non soltanto dai vertici dell’organizzazione, ma anche dall’ufficio delle risorse umane, altrimenti verrebbe a mancare quel raccordo operativo necessario per realizzare un contributo utile e di valore. In questo ambito delicato non può infatti essere giustificata un’inerzia e il DPO non può ridursi – né essere ridotto – a un mero spettatore.
Questo è il link per proseguire la lettura dell'articolo di Stefano Gazzella - Privacy Officer, Data Protection Officer, Responsabile Comitato Scientifico Assoinfluencer.
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